Simone: “Mollo tutto e viaggio in camper con la mia ragazza!”.

Certe mattine mi alzo e scendo dal camper, poi lo guardo e mi chiedo se davvero è mio, se veramente sono in viaggio da 53 giorni.

È proprio così, a volte ormai do per scontato quello che sto facendo ma se penso che fino a poco più di due mesi fa avevo un lavoro a tempo indeterminato in una grossa azienda, la macchina nuova che avevo tanto desiderato, un bel appartamento in affitto in cui vivere… insomma, una vita di cui non potevo di sicuro lamentarmi, la cosa mi fa ancora un certo effetto.

Nel prendere una decisione così fuori dagli schemi. Ecco proprio gli schemi… Mi chiamo Simone Da Dalt  ho 30 anni e fin da piccolo non li ho mai accettati gli schemi.

Ne ho sempre pagato le conseguenze, prima a scuola e poi nel mondo del lavoro. Purtroppo la società ci ha imposto delle scelte per arrivare a essere felici, per essere accettati, per essere considerati giusti; con il passare degli anni ho capito che non deve essere per tutti così, ognuno di noi è diverso e non possono essere di certo altri a dire quello che ci può rendere felici, quindi, nel pieno rispetto di tutti, ognuno di noi deve cercare la propria felicità e fare il possibile per raggiungerla.

Una delle cose che mi ha sempre reso felice è l’indipendenza, perciò appena ho avuto l’età consentita ho iniziato a lavorare, prima nei periodi estivi, e poi, finite le scuole superiori, in modo continuativo.

Nei dodici anni di lavoro svolti nella stessa azienda ho avuto modo di cambiare spesso mansione e di vedere diverse realtà, ho avuto tante soddisfazioni ma ultimamente al mio desiderio di indipendenza si era affiancato il desiderio di libertà.

Ogni volta che pensavo di lasciare tutto i dubbi mi schiacciavano e la scelta veniva sempre rimandata a data da destinarsi, però nella vita c’è un tempo per tutto e l’idea di rimanere seduto davanti a un computer per i prossimi quarant’anni per poi forse godermi la libertà quando di anni ne avrò settanta ha prevalso sulla razionalità e così a giugno di quest’anno  ultimi anni avevo iniziato a seguire racconti, blogs e storie di persone che avevano deciso di mollare tutto per viaggiare, ognuna a suo modo, e tante volte mi sono chiesto come avevano potuto fare una scelta del genere, dove avevano trovato il coraggio di lasciare tutto e dho deciso di lasciare il lavoro.

Mi ero accorto che non stavo vivendo, stavo semplicemente facendo scorrere la mia vita nella direzione che aveva preso ma non mi ero mai chiesto se quella direzione fosse giusta per me.

Il lavoro ormai mi serviva solo per permettermi lo stile di vita che conducevo e per acquistare cose che poi, pensandoci bene, neanche mi servivano, passavo la settimana lavorativa completamente assente dalla vita aspettando che arrivasse il fine settimana e quindi mi sono reso conto che forse mi mancavano nuovi stimoli.

L’idea di non vivere la propria vita quando si ha trent’anni è stata la molla che mi ha fatto prendere questa decisione, insieme al rimorso che avrei avuto per sempre di non averci provato.

La scelta quindi è stata naturale, lasciare il lavoro, vendere la macchina, acquistare un camper e partire insieme a Martina, la mia ragazza, per un viaggio di sei mesi circa in Europa.


Non è stato facile spiegare ad amici e parenti questa decisione ma fortunatamente molte persone ci hanno sostenuto e hanno compreso il nostro desiderio di metterci alla prova e di intraprendere questa avventura.

Non so cosa mi riserverà il futuro e se questa è stata effettivamente la scelta giusta, ma per il momento ogni mattina quando mi sveglio e me lo chiedo la risposta è sempre la stessa: SI’!!!

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