Gloria: “Cambiare vita? Sempre, anche a 60 anni!”.

Non sapevo di essere un “animale strano”, o forse sì, e ringrazio questo blog per avermi dato la possibilità di definirmi tale.

Sì, sono anch’io un Ornitorinko! Mi chiamo Gloria Vanni, classe 1957, nata a Genova, cinque anni di università del mare, 34 anni a Milano, da marzo 2017 vivo in Spagna, arcipelago delle Baleari.

Aspetta, andiamo con ordine. Non sapevo di essere un esemplare di “animale strano” quando a tre anni scappavo dall’asilo delle suore vicino a casa. Per la seconda fuga ho atteso la maggiore età. Con la terza, a 20 anni ho accettato ogni mia stranezza e preso il largo, in mare.

Per cinque anni ho navigato e lavorato su barche a vela in Mar Rosso e nel Mediterraneo. Marinaio, cuoca, skipper. Una grande scuola di vita che mi ha insegnato a rispettare e a farmi rispettare. Oltre a scoprire la meraviglia dei lavori manuali. Quelli che consentono a Domenico di mantenere il contatto con la realtà. Ah, nel frattempo mi sono laureata nell’università di terra.

Viaggiare è nel mio DNA. È una necessità e una parte non negoziabile di me. Lascio il mare per ritornare sulla terra perché voglio mettere radici.

Milano mi accoglie. È l’unica città dove sento che, impegnandosi, puoi realizzare i tuoi sogni. I miei? Fare la giornalista e costruire una famiglia. Il mio lavoro, giornalista di viaggi e gastronomia, mi porta nel mondo. E quando non viaggio per lavoro, sono in viaggio per curiosità e voglia di scoprire cosa c’è oltre l’orizzonte di ogni giorno. Mia figlia ancora non cammina e a nove mesi è in Costa Rica.

Fare il punto della situazione e pormi delle domande è un’altra mia costante. Due anni fa mi sono detta: «Non c’è alcun motivo perché io resti ancora a Milano. Dove posso andare?».

Lavoro come giornalista digitale, mi basta una connessione e posso essere ovunque. Aggiungo: l’Italia inizia a starmi stretta.

Voglio tornare a vivere vicino al mare, nel Mediterraneo, in un luogo che mi consenta di continuare a prendermi cura dei miei genitori. Voglio natura ededicarmi all’ospitalità che già facevo con una camera nella mio appartamento a Milano. Quando viaggio meno, infatti, è il mondo a entrare nella mia casa.

Amo la Spagna e gli Spagnoli. Minorca – l’ho visitata in barca nel 1988 -, mi chiama: è la “mia isola ideale”. In nove mesi realizzo il sogno di Casa Bonita. In questo articolo ho raccontato il nostro incontro  e da marzo 2017 vivo nella più cosmopolita delle Baleari.

Perché Minorca e non Ibiza o Mallorca? Perché Minorca è Riserva della Biosfera dal 1998, ha una sua forte identità ed è viva tutto l’anno. Perché Ibiza è troppo turistica e italiana, Mallorca è troppo grande e tedesca. Cosa mi piace di Minorca oltre alla sua natura? Amo definirla una Svizzera nel Mediterraneo con la simpatia e il calore degli spagnoli: pulizia, ordine, rispetto sono i dogmi di quest’isola grande tre volte l’isola d’Elba con oltre 90 mila abitanti. Un luogo senza stress e inquinamento, dove il tempo è scandito da “poc a poc”, poco a poco. Che non è l’andamento lento dei paesi caldi bensì il ritmo della campagna e del mare. Un ritmo più naturale.

Un luogo dove nessuno (o quasi) suona il clacson e nessuno ti supera a destra, neppure le moto. Dove tutti trovano normale attendere. Un luogo dove i pedoni sono re e regine delle strisce e qualsiasi veicolo si ferma a debita distanza. Questa l’educazione in strada. I minorchini sono sorridenti, gentili, disponibili. Un po’ chiusi, come tutti gli isolani del mondo. Si prendono il loro tempo per darti fiducia. Storia, cultura, tradizioni minorchine s’intrecciano con quelle delle comunità inglesi, italiane, francesi e tutti vivono nel rispetto reciproco.

In quest’isola dove il blu del cielo è più blu, il bianco delle case è più bianco, il mare ha colori caraibici e le spiagge hanno tutte le varietà di sabbie – bianca, grigia, nera, rosa, rossa -, ho deciso di realizzare un’idea di ospitalità che vada oltre il classico concetto di bed and breakfast.

Casa Bonita ha tre camere per gli ospiti che si sentono a casa e trovano un’accoglienza professionale, umana, premurosa. Offro ciò che vorrei trovare, ciò che mi piace e ho apprezzato nei miei viaggi. Propongo esperienze e mi piace quando qualcuno arriva e dice: «Questa volta non ho cercato nulla su cosa fare e vedere, so che ci siete voi a consigliarmi!».

Ecco, voi. Ho deciso di condividere questo cambiamento di vita con Nino, un tempo marito, poi ex, oggi amico: lui è il mio migliore amico, io sono la sua migliore amica. Una scelta di reciproca sostenibilità. La migliore, facendo un bilancio a distanza di oltre un anno. In due è meglio: anche a Minorca, “l’unione fa la forza” è una sacrosanta verità.

Soprattutto quando a Casa Bonita abbiamo il piacere di aprire le porte di casa ai viaggiatori, proprio come si fa con gli amici.

Un saluto cosmopolita,

Gloria

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