Paolo: “Dalla contabilità alle interviste a Sydney. Why Not?!

Ciao a tutti, mi chiamo Paolo Gallo, ho 33 anni e sono di Arluno (Milano) e finalmente, dopo tanti anni di lotta con me stesso, l’anno scorso sono riuscito a cambiare direzione alla mia vita.

“Ciao Claudia,

In questi giorni di vacanza il mio cuore si è scontrato più volte con la testa perchè alla fine, in questo periodo di grande incertezza, chi lascerebbe mai un lavoro sicuro?

L’unica mia certezza è quella vocina interiore che mi suggerisce di andare alla ricerca di qualcos’altro, di qualcosa di più nel quale sentirmi totalmente “pieno di me”.

So cosa lascio, ma non so cosa trovo. Da oggi in poi il futuro mi metterà un pochettino d’ansia, ma allo stesso tempo, un’incredibile curiosità per quello che accadrà.

Quindi, dando ascolto alle sensazioni provenienti dal mio cuore, con questa mail rassegno ufficialmente le dimissioni…”

Con queste parole l’anno scorso mi sono licenziato dopo 14 anni di lavoro come contabile.

Non è stato un gesto frutto di una mia risposta ad un momento negativo o un colpo di testa del tipo: “ora vado in ufficio e mi licenzio”, al contrario, è stata una decisione meditata, ponderata, sognata e immaginata milioni di volte nella mia testa…  Quante volte ho annoiato amici e parenti con discorsi sulla ricerca della felicità e via dicendo…

Ho passato anni ad osservare e leggere con ammirazione le storie delle persone che erano riuscite a cambiare la propria vita, semplicemente scegliendo di cambiare.

Ricordo di aver pensato più volte “anche io vorrei avere il loro coraggio”, ma ogni volta che pensavo ad un modo per cambiare, arrivava puntuale una scusa pronta a tenermi rintanato nella mia zona di comfort.

“Se mi licenzio come farò con i soldi? Come farò a dire a casa che voglio lasciare un lavoro sicuro? Che mi diranno gli altri? E se poi non troverò un lavoro?” Fino ad arrivare alla domanda a cui ogni volta era impossibile rispondere: “una volta che ti licenzi, poi che farai?”

Questa domanda ogni volta fermava ogni mio sogno, perché alla fine, non sapevo minimamente come rispondere…

I guru del giorno d’oggi direbbero: “devi partire da ciò che ti piace fare, una volta trovato quello avrai la risposta che cerchi…” semplice no? Nooo, difficile, totalmente difficile anche perché negli anni la mia passione è cambiata almeno cento volte. Ho sempre voluto fare mille cose, ma sempre nella mia testa seduto sul divano di casa mia.

C’è stato un tempo che volevo scrivere un libro, avevo anche collezionato tutta una serie di articoli per prendere spunto. La storia parlava di un uomo pieno di sè che aveva perso tutto con la crisi del 2008 e che si era dovuto reinventare da zero.

Ricordo che avevo trovato una location a Milano perfetta per la storia: un giorno mi ero persino appostato fuori da un ufficio per osservare gli uomini in giacca e cravatta e prendere spunto per il mio protagonista… Storia vera.

Il problema è che per questo e per le altre tremila cose che ho sempre voluto fare arrivava sempre un momento in cui tutto finiva in nulla. Vivevo un paio di settimane all’apice della felicità, ero così convinto di aver trovato finalmente la mia strada da parlarne con tutti…ma senza fare nulla di concreto.

Questi miei apici di felicità erano sempre seguiti da attimi di tristezza infinita. Ogni volta che vedevo crollare un sogno nella mia testa mi convincevo che forse la strada giusta per me era quella che stavo già percorrendo. “Probabilmente la mia strada è veramente quella del contabile”, “Ah si (mi rispondevo), “Si, credo di si, mi vedo bene vestito da Dottore dietro ad una grande scrivania…quasi quasi mi iscrivo all’università” e via a ricercare il corso giusto per me sognando per settimane di essere uno studente… e mio padre che ogni volta, si metteva le mani nei capelli per ogni mia nuova invenzione…

Anni dopo ho scoperto che quello che realmente mi bloccava era la continua estenuante ricerca di sicurezza futura. Non sapendo che una strada mi avrebbe portato alla sicurezza nel futuro, abbandonavo prima di iniziare.

Poi è arrivato un giorno in cui ho smesso di pensare agli ipotetici futuri e ho iniziato a porre attenzione esclusivamente sul presente.

Li è arrivata la svolta.

Ho iniziato a fare le cose semplicemente perché mi andava di farle in quel momento, senza pensare a cosa sarebbe successo dopo. E’ così che appassionato di comunicazione e crescita personale ho iniziato a seguire corsi e a leggere libri inerenti a quello, appassionato di scrittura, ho frequentato un corso di scrittura creativa, appassionato di calcio, ho iniziato ad allenare e a seguire i corsi per diventare allenatore, appassionato di storie e di radio e curioso del cambiamento, ho creato un programma radiofonico in cui nei 3 anni successivi ho intervistato più di 100 italiani che avevano cambiato la loro vita andando a vivere all’estero.

Ho iniziato a porre la mia attenzione sui momenti chiave delle storie delle persone, su quelli che oggi chiamo momenti “Why Not”, ovvero quei momenti in cui le persone scelgono di buttarsi in qualcosa di nuovo senza sapere con precisione dove quelle scelte le porteranno.

Sembra assurdo, ma quando ho smesso di pensare al futuro come ad una cosa presente, la mia vita ha iniziato finalmente a scorrere…

Oggi grazie alla mia passione per il calcio, alle relazioni e a quei corsi in cui ci ho impiegato soldi e tempo vivo a Sydney, dove alleno per la AC Milan Academy bimbi e ragazzi che arrivano da tutto il mondo. Riuscire ad allenare ed essere me stesso in un’altra lingua è la cosa che mi rende più felice del mio presente.

Grazie alle mie esperienze passate da allenatore, con persone che vanno dai 5 ai 40 anni, ho imparato a parlare la lingua di chi ascolta, a intrattenere, a insegnare e a stare davanti ad un pubblico, apprendendo quello che poi mi sarebbe servito nel momento in cui ho iniziato a stare davanti ad una telecamera.

Ho imparato ad ascoltare le mie sensazioni, la mia pancia e il mio istinto e ho imparato a dire Why Not alle cose che realmente mi danno entusiasmo.

Oggi porto avanti il progetto “Why Not” intervistando gli italiani a Sydney, sogno un giorno di intervistare gli italiani d’Australia e un domani di girare il mondo a caccia di storie.

Credo che le storie delle persone possano arricchire chi ascolta perché possono dare spunti dai quali prendere ispirazione… per me è stato proprio così.

Why Not è diventato per me qualcosa di più di un semplice programma radiofonico, blog, videoblog e chi ne e ha più ne metta, è diventato un mantra, un motivo di crescita, un perfetto compagno di viaggio…

Fino ad oggi ho imparato che ogni cosa che ci da entusiasmo va approfondita, non importa quanto strana ci possa sembrare all’inizio. Ho imparato che ogni cosa che ci accade è parte di un disegno più grande, ma anche che ogni ipotetico futuro che abbiamo davanti è un semplice frutto delle decisioni che prendiamo nel presente.

“Ieri è storia, domani un mistero, ma oggi è un dono, per questo si chiama presente”.

Un anno fa mi tremavano le mani mentre scrivevo la mail di dimissioni, oggi sorrido felice e anche un po’ incredulo quando ripenso a tutto quello che è successo dopo quel giorno.

Oggi, finalmente, riesco a godermi il viaggio.

Buona vita animali strani!!

Un saluto “why not”!?

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