Axel: “Mi licenzio e vado in Australia. Ricomincio da un paese che sappia valorizzarmi”.

Axel PeregoCaro Ornitorinko, leggo spesso le tue pubblicazioni perchè mi permettono di confrontarmi con centinaia di persone e apprendere esperienze davvero appassionanti. Penso che siano proprio le esperienze a farci crescere, anche quelle indirette.

Tornando a noi, io sono Axel Perego, ho 25 anni e questa è la mia storia. Sono nato e cresciuto a Milano e ho passato i miei primi 17 anni di vita tra scuola e viaggi di piacere coi miei genitori.

I miei hanno sempre avuto una grande passione per i viaggi, ne facevamo almeno 3 / 4 all’anno e sempre in posti diversi, ed ecco il motivo del mio nome per nulla italiano, scelto perchè facilmente comprensibile worldwide.

La mia famiglia era benestante ma col passare degli anni la situazione italiana è cambiata, la famosa “crisi” è arrivata più pesante di un macigno, tanto da farmi decidere di iniziare a lavorare subito per non essere di peso a nessuno.

Dopo il diploma in ragioneria ho fatto qualche lavoretto come stagista e venditore ma nel 2010 (a soli 20 anni) ho trovato posto in una buona azienda internazionale, forte del mio inglese appreso durante i viaggi

Ma la mia fame di studi non era di certo svanita e negli anni ho continuato ad informarmi, principalmente in ambiti economici e politici per cercare di avere un quadro completo di chi e cosa stava incidendo negativamente sul nostro futuro.

Senza scendere nel dettaglio dei noiosi dati di un sistema basato sull’economia coloniale, leggi assurde italiane, che garantiscono tutto meno che i nostri diritti, ed aver capito che “ruba più chi fonda una banca di chi ne svuota una” (cit.) ho iniziato a pensare ad un Paese alternativo fuori dall’euro-zona dove andare a vivere. E finalmente, dopo circa 5 anni di lavoro con un contratto a tempo indeterminato, ho deciso di mollare tutto e partire per l’Australia.

Molti potrebbero pensare che sia stato pazzo a prendere questa strada perchè avevo un ottimo lavoro, vivevo già da solo e potevo permettermi viaggi e sfizi vari.

Ma quando si fanno i conti con una nazione non si può guardare solo il proprio portafogli, bisogna andare oltre e capire che oggi puoi avere un buono stipendio, una casa, una macchina, un’attività remunerativa ecc ecc ma domani potresti perdere tutto e di certo non per colpa tua.

Inoltre come si può essere rappresentati da politici che fanno la bella vita mentre gran parte della popolazione è sotto la soglia di povertà? (altra cit.)

Ed è così che lo scorso giugno (2015) ho presentato le mie dimissioni e a settembre sono partito per Sydney con un Working Holiday Visa.

Ammetto che non è stato facile lasciare famiglia e amici con la consapevolezza di non poterli vedere per chissà quanto tempo ma devo ringraziare molti di loro per avermi supportato con felicità nella mia scelta. In primis mio padre che con le lacrime agli occhi ha da subito concordato con la mia scelta, purtroppo il cuore non è sempre in sintonia con la mente. Ricordo perfettamente cosa mi rispose dopo avergli comunicato che sarei partito: “bravo, avessi la tua età partirei anche io”.

Spero di trovare la serenità che mi mancava in Italia qui in Australia e di poter essere finalmente valorizzarto in una nazione che pensa prima ai problemi dei suoi cittadini che a quelli dei soliti noti.

Auguro a tutti di poter trovare la propria strada, attraverso l’informazione e la condivisione. E ricordate: una scelta non è mai sbagliata se nel momento in cui la si prende si è convinti sia la cosa giusta da fare.

Un saluto impegnato,

Axel

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9 commenti su “Axel: “Mi licenzio e vado in Australia. Ricomincio da un paese che sappia valorizzarmi”.”

  1. Ciao Axel,
    Prima di tutto ben fatto!! e auguri per il tuo percorso.
    Ricordati che e` presto per giudicare un paese in fondo sei partito solo da qualche mese e l’australia ha una applicazione delle leggi piu` severa dell’Italia.
    Da 6 anni vivo in Cina non mi sono pentito della scelta che ho fatto.. anche se al momento mi sento un po’ “saturo” di Cina e preferirei un posto piu` salutare e con meno traffico.
    Sono stato in vacanza in Australia qualche settimana fa… e devo dire che ci sto facendo un pensierino. Chissa` magari un giorno ci incontreremo in Australia.

    Ciao a presto

    Ale

  2. Qualunque sia la nostra scelta,dobbiamo sentirci bene con noi stessi. Io da 2 anni e mezzo che vivo a Sydney e ora sono tornata in italia a meditare…chissa’ dove sara’ il mio posto giusto per vivere? Spero che tu trovi la tua strada,vale la pena sempre esplorare !

  3. Ciao Axel !
    Che tu abbia o non abbia avuto un aiuto dai tuoi , come scrive Giorgio poco importa. Ci sono persone che soffrono e si tormentano solo perché non hanno il coraggio di fare quello che desidererebbero e muoiono di invidia quando altri inseguono il loro sogno. Io mi sono accorto di aver perso delle amicizie che credevo vere prima di partire.
    La forza non è solo nell andare,ma nel restare, quanto mancano i genitori, gli amici, le serate, il cibo italiano, il mare e la montagna tutto così vicino in questo nostro piccolo paese. Ti auguro tanta fortuna giovane avventuriero!
    Ciao Davide Bazz

    1. Ciao Davide,
      ti ringrazio per il supporto!
      Hai ragione, la nostra è decisamente la nazione più bella del mondo, è un peccato che la stiano rovinando così. Spero infatti un giorno di poter tornare, ma non penso sia possibile una ripresa economica nel breve periodo dati odierni alla mano, poiché ancora in deflazione se non addirittura in stagflazione. Le migliore ipotesi parlano di 10-20 anni e sicuramente dopo la riappropriazione del conio.
      Per questi motivi ho deciso di spostarmi e cercare di stabilizzarmi in Australia, lontano dai problemi dell’euro-zona e con l’obbiettivo di dare un futuro migliore ai figli che spero un giorno di avere con la mia ragazza.
      Ma sono convinto che quanto dici sia vero: ci vuole più forza a rimanere e cercare di migliorare l’Italia che partire verso un Paese che ha bisogno di tutto tranne che di essere salvato.
      Un abbraccio a te e a tutto quelli che continuano a lottare per far riprendere nostro Paese l’aggettivo che ha ormai smarrito: “bel”.
      Ciao,
      Axel

  4. Quando ancora sei un adolescente che ha vissuto metà dei suoi anni senza nemmeno sapere che significa lavoro e nella tranquillità di una famiglia benestante dietro le spalle…quando ancora sei una persona che che non ha genitori che stanno male…quando ancora sai che qualsiasi cosa succeda, hai un paracadute grande, di soldi, che ti parerà sempre il culo.. e quando ancora non ti rendi conto di essere molto fortunato ad aver viaggiato senza aver fatto nemmeno un sacrifico per metterti i tuoi soldi da parte e quando finalmente ti renderai conto che hai un patrimonio a casa e tornerai per non lavorare più nei campi a raccoglie frutta , ma per goderti ciò che non hai fatto tu ma i tuoi genitori o avi….quando forse, per muovere le acque, ti iscriverai ad un corso costosissimo pagato dai tuoi per rimanere in Australia perchè il WHV è scaduto e nenache questo servirà a rimanere là…..allora forse ti renderai conto che tali ragionamenti li puoi aver fatti solo e grazie al tuo status….. quando ti renderai conto che L’ Australia, per esperienza diretta, non pensa hai cittadini pensa agli australiani e solo a quelli ….forse ti renderai conto che prima di parlare devi vivere, e prima di fare dichiarazioni le esperienze vanno fatte a proprie spese …senza nessun paracadute….invece quando consacrerai te stesso ad un ideale ad un modo di vivere differente allora diventerai un uomo

    1. Ciao Giorgio,
      ti ringrazio per il commento anche se mi sembra abbastanza accusatorio.
      Premesso che aver avuto la fortuna di viaggiare coi miei genitori per diversi anni lo abbia sempre ritenuto un dono, non mi trovo in linea con l’accurata descrizione che fai della mia situazione economico-sociale.
      Ma siccome NON MI CONOSCI ci tengo a raccontarti anche questi dettagli della mia “storia” partendo dal fatto che da quando ho la maggiore età di soldi non ne ho mai chiesti, se mai dati alla mia famiglia. Col lavoro mi ci pago le vacanze da quando ho 18 anni e purtroppo non ho alcun patrimonio alle spalle, se avessi prestato attenzione nell’articolo viene detto che ho dovuto iniziare a lavorare finita la scuola proprio perché di soldi non ce n’erano in famiglia e l’università era un costo troppo elevato, e ti assicuro che la situazione non è migliorata.
      Nessuno mi pagherà corsi o visti, il WHV me lo sono pagato io, così come il volo, l’alloggio e tutte le spese annesse. Era così anche in Italia visto che non vivevo già da tempo dai miei ma pagando sempre di tasca mia l’affitto di un piccolo appartamento fuori Milano.
      L’Australia penso sia un ottimo Paese per chi si impegna e ne apprende le dinamiche e seppur io sia un neo-immigrato, proprio grazie alle esperienze passate (pagate col lavoro e non da terzi, ti ricordo), posso affermare che l’economia qui è fiorente al contrario dell’euro-zona e che qui di corruzione ce n’è decisamente meno rispetto all’Italia. Off topic: ti consiglio una lettura affinché ti sia chiaro di cosa parlo, “Da qui all’eternità, l’Italia dei privilegi a vita” di Sergio Rizzo.
      Cambiando argomento non penso che mi consacrerò mai (Per consacrazione si intende il momento rituale nel quale si pone un oggetto o una persona al servizio di Dio, fonte Wikipedia) in quanto ateo, agnostico e sbattezzato per altro.
      Mi chiedi di vivere prima di parlare ma forse non dovresti conoscermi prima di giudicare? Hai un po’ giocato con l’immaginazione nel descrivermi, non trovi? Io non mi permetterei mai di farlo con te e la tua famiglia senza avervi prima conosciuti di persona, lo ritengo puerile.
      Mi auguro tu possa riflettere sull’inutilità di inventare fatti mai successi a terzi perché è decisamente insensato e puzza solo di invidia.
      Buona continuazione e ricordati che il mondo lo cambi col tuo esempio non col tuo giudizio. Che tu sia un un uomo, un ragazzo o un bambino.
      Con affetto,
      Axel

  5. la vita è difficile ovunque, in alcune parti un po di piu di altre ma alla fine quando entri nella routine quotidiana degli stress soliti ,anche l australia o altri paesi, diventano noiosamente uguali a tutti gli altri, con la differenza che sei a migliaia di km dai tuoi cari, i tuoi affetti . good luck

    1. probabilmente della routine è difficile liberarsi, ma sta a noi scegliere in un paese libero come l’australia. La maggior parte delle persone che vivono in Italia una scelta nemmeno ce l’hanno. Penso che il valore delle persone sia troppo elevato per poter permettere a qualcuno di limitarle. Grazie del supporto, ti auguro il meglio 🙂

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