Andrea: “Non ti piace dove sei? Cambia! Non sei un albero! E i soldi sono relativi…”

Andrea NorritoMi chiamo Andrea Alice Norrito ed ho compiuto 23 anni nella terra dei canguri.  

In Italia studiavo Beni Culturali e nel frattempo facevo la cameriera con uno schifoso contratto a chiamata.

“Se non ti piace dove sei cambia, non sei un albero.” E’ una frase sulla quale ho riflettuto, e quindi, eccomi qui: oggi lavoro in un abbattitoio di pecore (e tra le altre cose non avrei neanche mai immaginato di poter fare) ma sono pagata stra bene..

In italia nessuno darebbe ad una ragazza di 23 anni 500€ A SETTIMANA, e posso dirvi che non mi sono mai sentita cosi viva! 

Sono qui 6 mesi e certi giorni non credo ancora di aver avuto il coraggio di prendere e partire.

Ho lasciato l’università, un “quasi” fidanzato, gli amici e la mia vita per cercare di capire me stessa, immergendomi totalmente in un’altra cultura, dove ancora ti é concesso sognare.

Per una come me, per quella che ero prima, questa, e’ un’esperienza impossibile.

Nessuno avrebbe mai pensato che sarei potuta stare giorni senza fare una doccia (e senza balsamo!), senza telefono, e dormire in tenda, in aree di sosta per più di un mese.

Sono arrivata a Perth dove c’era mio fratello (più piccolo di me di 2 anni e mezzo) da 3 mesi e vi assicuro che é stato stranissimo! Il fuso orario, un’altra lingua di cui non capivo un accidenti, mode, gusti, cibi e odori totalmente nuovi per me! Mi si é aperto un mondo… e dopo 3 mesi ad Albany, in Western Australia, abbiamo deciso di partire per arrivare a Melbourne.

Sei ragazzi, due macchine, circa seimila kilometri. É stato incredibile ed i paesaggi che ho visto sono davvero indescrivibili.

La poca acqua e’ tutto ciò che ti serve nel tuo zaino: se sei più fortunata (come é successo a me), tutta la tua vita é in una macchina che diventa casa tua.

Qui davvero ti é concesso sognare e tutti ti danno una possibilità,  lavorativamente parlando, con esperienza o senza. Basta avere il coraggio di buttarsi e chiedere senza avere paura.

Adesso sono a 300 km da Sydney in cerca di un’altro lavoro. Certo non ti cade dal cielo ma se davvero vuoi lo trovi abbastanza facilmente.  Il mio viaggio é a metà dell’opera e non so cosa succederà perché qui un giorno non hai nulla ed il giorno dopo hai tutto.. ma ho imparato a vivere di sensazioni, a godermi attimo per attimo senza farmi prendere dall’ ansia. Tanto tutto va come deve andare.

Leggo spesso racconti come il mio. Leggo anche le risposte cattive dei ragazzi che si lamentano di non avere le possibilità per partire, accusandoci di essere solo piu’ fortunati di loro. Io sono partita con 900 euro ed un biglietto di sola andata. Non é una vacanza, é un viaggio! E’ la vita e penso che non avendo abbastanza soldi, ci si senta più invogliati, per forza di cose, a darsi da fare!

Non nascondetevi dietro false giustificazioni, se vuoi davvero fare qualcosa e ci credi, lei ti verrà incontro.  La parte più difficile di un viaggio é varcare la porta di casa. Non abbiate timore, la vita dall’altra parte della paura ed é magnifica!

Un saluto incoraggiante,

Andrea

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43 commenti su “Andrea: “Non ti piace dove sei? Cambia! Non sei un albero! E i soldi sono relativi…””

  1. Almeno lavori, non temi la fatica, riesci a vivere in macchina o in tenda, la scarsa igiene non ti rende isterica. I messaggi cattivi sono rivolti ai cocchi di mamma che per un viaggio-studio pagato “mille mila euro” dai genitori si permettono di definire “bifolchi” i connazionali che lavorano. A te, tanto di cappello. So che quando si lavora è difficile trovare il tempo per lo studio, ma il mio consiglio è proprio quello: appena riesci a sistemarti un po’ meglio, mettiti sotto con l’inglese! Buona fortuna!

  2. Buona fortuna, faccio il tifo per te.
    Ma i soldi non sono relativi, quando non puoi permetterti neanche il biglietto aereo.
    Ti parlo da esperienze personali, ho girato tutta l’Asia quasi…
    Molte volte i soldi sono un grosso problema, più grande di quanto si pensi… nonostante tutta la voglia, la forza, il coraggio e tutto quello che vuoi. Hai sempre bisogno di un minimo da cui partire!

  3. Mi pare che la cosa piu’ importante sia lo stipendio, ma 500 a settimana in un paese come l’Australia sono niente: si cade facilmente in piccoli “specchi per allodole”, solo perche’ in Italia sono tante non significa che li sia lo stesso. Un lavoro del genere non te lo offrono bisogna andarselo a cercare, come ci si arriva? Soprattutto se sei in citta’. E’ proprio vero che quando si e’ all’estero si accettano lavori che non si farebbero nel proprio paese. Non lo avrei mai fatto, una volta in UK rifiutai un lavoro in una multinazionale dove testavano prodotti su animali, offrivano molto piu’ di 500 a settimana. Sarebbe bene guardarsi intorno prima di accettare qualsiasi cosa solo perche’ lo stipendio e buono e provare a tenere alti etica e principi, cosi, tanto per non rovinare la reputazione ad altri italiani. Grazie.

    1. ogni lavoro onesto e` un buon lavoro, rifiutare un lavoro in una multinazionale e` etica adesso? questo puo farti stare meglio ma ci sara qualcun`altro che lo accettera senza problemi, la sperimentazione animale e` scienza.

    2. State degenerando e pensando solo al mio lavoro. Ho dei principi fortissimi ma il lavoro é lavoro per il momento farei quasi qualsiasi cosa, so che in Australia puoi aspirare a molto di piu. Ma a me adesso sta bene cosi.

  4. Complimenti per la tenacia e per l`impegno, chi critica sta sicuramente in cameretta aspettando il pranzo preparato da mammina e vive con i soldi di papino 😉
    Viaggiare non e` per tutti.

  5. ho fatto lo stesso ha quasi 30 anni e da 4 mesi sono la persona piu felice della terra pur facendo il lavapiatti ed essendo partito da solo e senza conoscere nessuno. purtroppo è inutile che cerchiamo di spiegare questa esperienza a chi cerca solo scuse per non crescere e prendersi le proprie responsabilità. a chi mi dice che è piu difficile restare e lottare piuttosto che partire io rispondo con un sorriso e dicendo che è piu comodo restare a lamentarsi ( questo perchè un tetto sotto cui dormire e un piatto di pasta dalle nostre famiglie non manca mai) che rimboccarsi le maniche e andare dove non si conosce nessuno e diventare adulti. quando parlo con i miei coinquilini australiani o con i miei nuovi amici di tutto il mondo fanno fatica a non ridermi in faccia quando dico che fino a 29 anni ho vissuto con mia madre e hanno ragione ! in bocca al lupo!

    1. Grepi e grazie, ha ragione chi non vive queste esperienze non puo proprio capire.. tu e tutto il mondo, cresci eccome se cresci!

  6. Ci sarà un tempo. Quello per sognare .Ci sarà un tempo Quello per realizzare.
    Ci sarà un tempo Per il silenzio, Un silenzioche farà male.
    Ci sarà un tempo Quello delle parole. Parole che romperanno Il silenzio.
    Ci sarà un tempo per le lacrime. Lacrime col sapore amaro Lacrime dolci come il miele.
    Ci sarà il tempo in cui tutto inizia. Uno in cui Tutto finisce.
    Ci sarà un tempo di speranza di speranze deluse di speranze future.
    Ci sarà un tempo passato, quello dei ricordi. Uno presente per vivere. Uno futuro per sognare.
    C’e un tempoChe è infinito . Quello di chi vive Che non conosce il suo tempo.
    Un tempo che si chiama Vita.

  7. Complimenti per il coraggio…anch’io vorrei partire…ho già fatto il visto vacanza-lavoro…ma il governo australiano dice che bisogna dimostrare di avere un conto in banca di 5000 dollari australiani. E una mia amica che è partita mi ha confermato che i controlli li fanno, eccome!in aeroporto…e c’è il rischio che ti rispediscano indietro….tu come hai gestito questo problema?in bocca al lupo per tutto 🙂

    1. Non avevo assolutamente 5000dollari, non so, avevo sentito anche io questa voce ma riguardo all Australia tantissime sono false. A me non hanno controllato nulla e scordatevi airport security.. grazie 😉

  8. ma perchè ci deve essere sempre qualcuno pronto a criticare? tanto di cappello a te, Andrea, indipendentemente dal tipo di lavoro… chi si attacca a fattori animalisti è chi, al tempo stesso, se la fa sotto ad uscire di casa. Nessuno prova piacere ad uccidere degli animali ma credo che la forza interiore che ti da questa esperienza va ben oltre ad ogni logica morale… ripeto, chapeau!!!

    1. Sotto te la farai tu! Io sono andata via a 18anni e tra un mese mi trasferisco a Cairns! 🙂 stai tranquilla che non mi attacco a nulla, ho solo espresso il mio sconcerto dato che le mani si possono sporcare di terra e fango, non necessariamente di sangue. Non credi? Andrea è libera di fare quel che meglio crede, non l’ho insultata, ho semplicemente espresso il mio parere. Tutto qua.

  9. e se invece non trovi lavori in farm o non ci vuoi lavorare, ma trovi altri tipi di lavori, non ti rinnovano il visa? comunque complimenti perchè qualsiasi cosa tu faccia (discutibile o meno) ci vuole coraggio a mollare tutto e tutti e ad andare via, soprattutto se cosi lontano.
    Io ho 32 anni, sono siciliana, sono da un anno disoccupata, e passo quasi tutto il giorno navigando su portali web per cercare un lavoro. Ho perso il conto dei cv che ho mandato e gli unici due che mi hanno risposto erano dei lavori porta a porta a provvigioni, a milano. Ogni mattina mi alzo con la consapevolezza che il tempo passa e che sarà sempre piu difficile per trovare spazio sul mercato del lavoro. Vorrei avere anch’io il coraggio di andarmene, ma purtroppo non ce l’ho.

    1. “Qualsiasi cosa, anche il piu temibile degli errori e di gran lunga meglio del non averci provato”. Probabilmente se non ci fosse stato mio fratello qui non sarei venuta. Comunque il visto te lo rinnovano anche facendo woofing cioe lavorando a gratis per qualche farm o in casa di qualcuno (di solito loro ti pagano vitto e alloggio) . Io ho origini siciliane e amo la mia terra ma purtoppo ad oggi é impossibile viverci. Ci tocca emigrare come fece mia nonna dal sud al nord Italia, anziche andare avanti noi italiani andiamo indietro. Fai qualcosa per te stessa, ti scoprirai piu coraggiosa di quello che pensavi di essere.

  10. Andrea non stare ad ascoltare i mammoni, che senza la mammina nei d´intorni non fanno nemmeno la cacca. Ti auguro tutto il bene possibile, pure a tuo fratello, e vedrai non appena avrai imparato a discutere in un inglese abbastanza strano ( dialetto australiano) ti sentirai bene, e l´Australia diventerá presto la tua nuova terra. Tanto fra poco saremo diventati unAfrica europea e musulmana.

    1. Ho un working holiday visa. Posso stare in Australia un anno lavorando e viaggiando. Per rinnovarlo e avere un altro anno devi lavorare 88 giorni in farm (fattorie) ed é per questo che sto lavorando nel mattatoio.

  11. Eccoti nel bel mezzo di un viaggio e di una crescita !! Ignora i fonti animalisti che 500euro a settimana se li sognano e vivi il più possibile, intensamente e cogliendo ogni aspetto della fantastica esperienza che stai vivendo! La forza e il coraggio che stai scoprendo di te stessa non ti lasceranno mai!!!

  12. ”oggi lavoro in un abbattitoio di pecore” e a seguire ”e posso dirvi che non mi sono mai sentita cosi viva!”. Due sentimenti così contrastanti. Sentirsi vivi davanti a tale crudeltà. Non ho parole. La sensibilità dov’è? 500euro valgono certi spettacoli? Mah.

    1. Che ti piaccia o no i mattatoi continueranno ad esistere e la carne ad essere mangiata. Il mio commento é riferito alla mia esperinza in generale.

    2. ho pensato la stessa cosa… mai nella vita! che poi la carne sarà mangiata per sempre e i mattatoi ci saranno sempre è una cavolata… ci sono movimenti per i diritti degli animali e sempre piu vegetariani/vegani

    3. il punto non è che lei si diverte ad ammazzare pecore. il punto è che essere da un’altra parte del mondo, da sola, ad affrontare cose che chi è in italia che legge non se le immagina neanche… beh ti cambia! e sei disposto a far tutto! ancora devo elaborare bene il concetto di essere un immigrato, lo sono solo da 9 mesi… ma mi rendo conto che questa esperienza mi ha cambiato, e mi cambia ogni giorno, immensamente! possiamo passare le giornate a raccontare, spiegare cosa ci succede, ma solo chi l’ha provato ci può capire! io nel mattatoio non ci ho mai lavorato e probabilmente non lo farei mai, xche’ il sangue mi fa schifo. ma è un lavoro che qualcuno deve fare, xchè come ha già detto qualcuno… la gente mangia carne! e qualcuno dovrà pur farlo. è un lavoro umile… che molti non vogliono fare. un pò come in italia… cosa fanno gli stranieri? le donne fanno le badanti e puliscono il culo ai vecchi, gli uomini si spaccano la schiena a fare i muratori. perchè? gli italiani quelle cose non le vogliono fare, si sentono superiori. beh, guarda un pò, ora che gli stranieri siamo noi, ci ritroviamo a fare queste cose! io ho lavato dei gran piatti e fondi incrostati di pentole, in nuova zelanda. in italia avevo un lavoro a tempo indeterminato e indossavo un tailleur . ma come ha detto andrea, non mi sono mai sentita più viva! anche lavando pentole, ma questa vita in nuova zelanda mi sta dando tanto… non parlo di soldi, parlo a livello interiore!

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