Claudia: “Espatrio! Scelgo la via meno comoda per realizzare i miei sogni”.

Claudia AmbrosiMi chiamo Claudia Ambrosi, ho 25 anni, sono di Padova. Scrivo da Ginevra, la mia recente destinazione, con tutte le emozioni di chi e’ appena arrivato nella sua nuova casa.

Vorrei innanzitutto premettere che le ragioni che mi hanno spinta ad uscire dall’Italia, all’inizio, erano puramente dettate dalla curiosità di vivere in un’altra cultura e parlare un’altra lingua.

La mia scelta, alla fine, e’ stata quella invece di restare oltreconfine perché mi sento più libera di essere me stessa e di vivere i miei sogni.

E’ la fine della quarta superiore quando con grande insistenza dei miei che mi iscrissi a quella vacanza/studio a Bath (UK). Fu li che respirai per la prima volta. Una famiglia che incitava i figli a viaggiare, imparare diverse lingue, studiare all’estero. Quando tornai, decisi che quella non sarebbe stata l’ultima volta… e così mi ritrovai prima a Dusseldorf, poi in Olanda, Barcellona, Londra e adesso Ginevra.
Cio’ che mi spinge a cambiare tutte le volte e’ il fatto che ogni volta che mi sposto imparo qualcosa di nuovo e così la mia personalità cresce e si rafforza attraverso i miei viaggi.
Quel che mi spinge a restare oltreconfine e’ quel senso di cronica depressione che respiro ogni volta che ritorno per le vacanze in Italia. Ragazzi della mia eta’ con pure più studi di me, rassegnati a fare lavori saltuari tanto per non restare a casa a non fare niente. Dico tra me e me: “possibile che nessuno sappia e faccia qualcosa per cambiare questo? Come e’ possibile lasciare andare tutto così?” Dall’alto ma anche dal basso, molte cose dovrebbero muoversi?Dovere di noi giovani e’ lottare e non arrendersi. 

Questo e’ il momento della nostra vita per credere nei nostri sogni, per seguire quelle passioni che ci danno gioia dentro. Mi piace seguire vie difficili e tortuose perché’ il senso di soddisfazione che mi resta alla fine e’ indelebile. Mi piace andare dove posso realizzare i miei sogni, dove possibilità di crescita e realizzazione sono date a tutti indipendentemente da quanto il portafogli sia pieno o vuoto.

Io resto fuori! Perché mi piace condividere le mie passioni e i miei sogni con ragazzi che, come me, scelgono la via meno comoda. Ragazzi che credono non sia mai troppo tardi per lasciare cio’ che non ti rende felice e ricominciare da capo. Resto dove chi ha il potere di cambiare le cose lo usa per migliorare la qualità’ della vita degli altri, non la propria.
Ogni giorno e’ dura perche’ ti mancano molte cose di casa, ma poi mi soffermo sempre e penso che casa e’ dove sei felice, non dove sei nato. E così giorno per giorno mi costruisco quella felicita’ fuori dai confini italiani, dove le possibilità’ vengono date in primis alla gente che crede in se stessa e non ha paura di lottare per i propri sogni. 
Un saluto che insegue i propri sogni, 
Claudia

11 commenti su “Claudia: “Espatrio! Scelgo la via meno comoda per realizzare i miei sogni”.”

  1. “Scelgo la via meno comoda per realizzare i miei sogni”…e chi lo dice che questa sia la via meno comoda? Quale via? Di che parliamo? La ragazza non ha detto nulla riguardo ai suoi sogni e soprattutto non ha detto cosa sta facendo a Ginevra (studia, lavora…? Mah!) e come si mantiene. Dice solo che fin da piccola ha avuto la passione per i viaggi e le culture diverse e che l’Italia le fa venire la depressione, senza spiegare nient’altro…cioè, ma che articolo è??? Che cosa si intende dimostrare? Fare la studentessa giramondo mantenuta da papà, magari presso università prestigiose, è cosa ben diversa dallo spaccarsi il deretano come cameriere o lavapiatti in qualche buco di ristorante senza un euro in tasca in attesa che prima o poi salti fuori qualcosa di meglio. Noi non sappiamo a quale delle 2 categorie appartenga la ragazza nell’articolo, dato che non se ne fa alcun accenno e non mi sembra che ciò sia un dettaglio irrilevante! Nel primo caso, parlare di “via meno comoda” sarebbe una paraqulata grossa come una casa e se ci mettiamo pure l’atteggiamento a dir poco antipatico di guardare dall’alto in basso quei tanti giovani che restano qui a fare lavori saltuari o precari solo perché non hanno la possibilità di fare la bella vita da studentelli esterofili snob, ancora peggio! Spero però che non sia questo il caso, perché di studentelli privilegiati che soggiornano nelle più costose capitali europee con i soldi del papi e che poi si atteggiano a martiri o a cervelli in fuga (pure se non lo sono), sfottendo quelli che restano in patria, ne è piena la rete.

  2. federicaorlati

    “Ragazzi della mia eta’ con pure più studi di me, rassegnati a fare lavori saltuari tanto per non restare a casa a non fare niente. Dico tra me e me: “possibile che nessuno sappia e faccia qualcosa per cambiare questo? Come e’ possibile lasciare andare tutto così?” Dall’alto ma anche dal basso, molte cose dovrebbero muoversi? Dovere di noi giovani e’ lottare e non arrendersi.”
    Tu dici: dovere di noi giovani è lottare e non arrendersi. Cioè, andarsene all’estero è lottare? Ti deprimi ogni volta che torni in Italia, fai discorsoni sul bisogno di fare qualcosa per cambiare la situazione, e poi te ne vai. E’ così che cambi la situazione? Mah, gente così farebbe meglio almeno a tenere la bocca chiusa.

  3. Cari ragazzi che aggiungete commenti, state dando per scontato che Claudia lavori all’estero. Forse sta studiando, non sta lavorando, altrimenti non avrebbe mai detto: <>.
    Ci sono centinaia di italiani “con più studi di te” che fanno lavori saltuari non in Italia, ma all’estero, e sempre per lo stesso motivo: “per non restare a casa a far niente”. Ci sono persone meno fortunate di te e di me, persone che non avendo i soldi per studiare all’estero “si rassegnano” a lavori umili e saltuari. Andare all’estero non garantisce una carriera brillante. Chi parte rischia, ma ce la può fare. Chi parte senza lo sbattimento di dover lavorare si arricchisce nella mente e nell’anima come tutti gli altri, certo, ma deve rispettare chi lava scale e wc in Italia come in Indonesia. Certo, esistono anche i bamboccioni lamentosi: la razza peggiore, e forse ti riferivi a loro!
    Ad ogni modo ti faccio le mie congratulazioni: un “brava!” per ogni lingua che parli o che non hai paura di iniziare a studiare.

    1. la citazione che non sono riuscita ad inserire nel mio commento era: (parole di Claudia) “Ragazzi della mia eta’ con pure più studi di me, rassegnati a fare lavori saltuari tanto per non restare a casa a non fare niente. Dico tra me e me: “possibile che nessuno sappia e faccia qualcosa per cambiare questo? Come e’ possibile lasciare andare tutto così?””

  4. Non credo proprio sia la via meno comoda, anzi.
    Io sono invece convinto che persone come te abbiano fatto una scelta tutto sommato egoista, che trasuda un po’ di menefreghismo.
    Sei andata in un altro paese ma al tempo stesso ti lamenti dell’Italia; allora mi sorge spontaneo chiederti: cosa hai fatto per cambiare la situazione. Quale è il tuo personale, seppur piccolo, valore aggiunto che hai dato a questo Paese?
    Per farti un esempio banale, terra terra, è come se tua madre cucinasse male e tu ti alzassi ed andassi a mangiare dal vicino. Certo, è scomodo alzarsi e andare a chiedere asilo al vicino, ma almeno mangi. L’altra soluzione, sarebbe stata spronare tua madre a cucinare meglio, o cucinare tu stessa, per tutte e due magari. Mmm, è faticoso però!
    La “comodità” va trovata grazie all’impegno di tutti. E l’impegno costa fatica, tanta fatica. Dedizione, abnegazione.
    Perciò cara Claudia, leggo sempre con molta tenerezza i commenti delle persone che espatriano ed invece di essere contenti delle proprie vite continuano a sottolineare quanto l’Italia sia indietro, quanto faccia schifo e quant’altro. Guardando dall’alto in basso le persone che, poverine, non ci arrivano, non capiscono che tutti loro potrebbero fare la bella vita altrove, all’estero.
    Attenzione: tanto di cappelllo a chi trova il coraggio di cambiare vita e seguire i propri sogni altrove. Ma odio, nel modo più assoluto, quelli che lo fanno e poi si lamentano che qui non avrebbero potuto farlo.
    Se ci tieni tanto a rimanere in Italia, battiti affinchè il tuo Paese migliori.
    E’ troppo facile salire sul carro dei vincitori.

    “Dovere di noi giovani e’ lottare e non arrendersi.”

    Parole tue. Ahimè, io vedo molta, troppa arrendevolezza.

    1. Non sono d’accordo con te. Sono del parere che Claudia stia dando una mano all’Italia (e comunque, lei non ha detto di voler aiutare l’Italia. Per forza dobbiamo stare a mangiare da mammà? Anche se mammà è una stronza?). Lei andandosene, come farò anche io e spero tutti, smette di alimentare le cellule cancerose di questo Paese. Se tutti trovassero il coraggio di andarsene la “mamma” ad un certo punto deve per forza imparare a cucinare meglio, se no rimane senza “bambini” che stanno a magnare da lei. E che contribuiscono alla ricchezza del Paese. Meno persone, meno introiti per lo Stato. Penso che questo sia l’aiuto più concreto che un italiano possa dare alla corrotta Italia, sicuramente più concreto di persone che puntano il dito agli emigranti solo perchè vogliono rimanere belli vicini alla mamma… Ci piacerebbe sapere a tutti, soprattutto a Claudia (e a me che a penso come lei) a cui hai dato della codarda, tu, invece, che aiuto stai dando all’Italia, dato che hai deciso di rimanere.

      Inoltre gli emigranti danno un grande altro aiuto ma non all’Italia, bensì agli italiani, al POPOLO. E’ un esempio ammirevole! Sai quante persone sono spinte ad andarsene solo perchè conoscono qualcuno che lo ha già fatto? Persone che poi si ritroveranno ad avere una vita MIGLIORE di quella che avrebbero avuto qui…

      Tu Luca da che parte stai? Perchè incoraggi le persone a rimanere qui permettendo all’autorità del nostro Paese di continuare con le loro sporche politiche che apportano beneficio solo a loro stessi?

      1. Sono d’accordo con Luca. Una che scrive “noi giovani dobbiamo far qualcosa per cambiare la situazione” e poi se ne va all’estero è una che lancia il sasso e nasconde la mano. Farebbe meglio a stare zitta.

  5. Lucia Saccon Meneghetti

    Brava Claudia! Non è vero che il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare: bisogna applicarsi e rischiare, anche. Se non ci si prova da giovani si resterà poveri derelitti per il resto della vita.

  6. Ciao Claudia! Anche io sono una ragazza di 25, ho viaggiato per studio in Spagna e Olanda e condivido con te l’instancabile passione per viaggiare. A breve mi laureerò e cercherò fortuna all’estero. Vorrei chiederti quali difficoltà hai avuto per ottenere un lavoro in svizzera, quali sono le procedure, se secondo te c’è più lavoro che in italia per noi giovani. Se hai tempo di darmi qualche consiglio, per me sarebbe molto utile!
    Chiara

  7. Ciao Claudia! E’ vero, molto giovani si rassegnano a fare lavori saltuari… è pur vero che molti giovani hanno paura di muoversi verso altri Paesi non avendo possibilità economiche, almeno per potersi mantenere all’inizio. Ci sono giovani a cui piace fare la vita comoda, è vero, ma ce ne sono tanti altri che purtroppo vorrebbero ma non possono.
    Complimenti per la tua scelta e la forza che vuoi trasmettere attraverso questa testimonianza.

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