Eleonora: “l’Italia? Un paese ingiusto. Basta! Me ne vado in Cina!”

Eleonora PierroCerti dolori provocano rumori profondi, sconosciuti, che non tutti riescono a percepire. Come quello che fa l’anima quando cade, ti arriva alla gola, ti soffoca in silenzio, e nessuno se ne accorge.

Come la mia, quando non ha più retto, quando i colpi non le hanno dato scampo e si è lasciata andare. Mi chiamo Eleonora Pierro, ho 30 anni e sono di Salerno: ho chiuso la valigia, da un giorno all’altro, senza voltarmi neanche un istante, ed è stato un viaggio eterno, mentre quello che avevo lasciato indietro non voleva proprio rinunciare a far parte di me.

Chi pensa che andar via sia la strada più semplice allora non è mai andato via!

Che siano gli affetti, una casa accogliente, l’abitudine, la forza delle radici quello con cui stai inevitabilmente troncando, andarsene è quasi come recidere una parte del tuo corpo con freddezza, ma portandone dietro per sempre il ricordo.

Quando sono atterrata, poi, è arrivato anche il panico: “Che cosa ho fatto? Questo è un errore”. Ero già stata in Cina, ma per un breve e felice periodo, adesso invece anche lo stesso odore del cibo in strada, a cui mi ero tranquillamente abituata, mi dava fastidio.

Paura. Non pochi mi avevano dato della sprovveduta! Ma io sono da sempre un animale strano: donna, meridionale, “artista”, militante, onesta e addirittura mancina. Eppure non mi sono mai permessa di rispondere: “pazzo tu che resti” , non è mia abitudine spiegare agli altri come si dovrebbe vivere. Pensavo a questo e ai dolori e alle ingiustizie subite, alle porte in faccia, colpevole di aver tentato a tutti i costi di essere una persona onesta.

Ho visto incompetenti passarmi davanti all’università; le mie colleghe cantanti andare a letto o, per farla sembrare pulita, fidanzarsi con musicisti e produttori; discografici che mi hanno detto che per “sfondare”in Italia quello che scrivo non va bene perché “devi scrivere canzoni stupide”. Che poi “sfondare” e “musica” nella stessa frase per me si chiama ossimoro. Ho militato in politica, non importa sotto quale bandiera perché non l’ho fatto per me, mai, ma per fre la mia parte, ci ho rimesso moltissimo, ho rinunciato a parecchie cose per coerenza, perché pensavo si dovesse fare la cosa giusta. E non sono mancate le minacce e le aggressioni, anche fisiche, perché chi si permette di voler essere libero impedisce agli altri di sporcarsi senza rimpianti, la sua presenza dà fastidio e viene anche derisa.

Una volta riemersi questi pensieri, mi sono ricordata perché ho chiuso la valigia. Perché non posso più permettermi di resistere e lottare, ho finito la forza e le munizioni, e allo stesso tempo non voglio farmi mordere e contagiare e diventare una “ricettario-da-cucina” dipendente o sposarmi a tutti i costi per dare una svolta ad una vita noiosa, o accumulare oggetti per soddisfare un’infelicità che viene da un male di vivere troppo radicato.

Vivo a Pechino, lavoro, suono, miglioro il mio cinese, vivo. Certo, faccio sacrifici, non è tutta discesa, come si crede, la vita da emigrato, ma se ci ho guadagnato qualcosa a cui non voglio rinunciare è la libertà di rispettare me stessa, di non dovermi svegliare e realizzare che ”forse dovrei cominciare ad imbrogliare anch’io, forse la stupida sono io”.

Non smetto di sperare che un giorno possa fare lo stesso nella mia Italia, un giorno in cui quelle anime inciampate, spezzate ,cadute, potranno finalmente risollevarsi.

Un saluto che ha chiuso la valigia,

Eleonora

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21 commenti su “Eleonora: “l’Italia? Un paese ingiusto. Basta! Me ne vado in Cina!””

  1. Un giorno ho sentito questa frase: “In Italia ci hanno tolto il sorriso”. Se andiamo avanti di questo passo in Italia rimarranno solo gli anziani, i politici e i raccomandati…Che tristezza 🙁

  2. Penso che se non hai avuto sufficiente forza a farcela e’ un bene che tu sia andata in Cina, sicuramente i problemi che abbiamo noi in Italia sono quelli che hai elencato, hai scelto un’altra nazione che ha qualche cosa in piu’ che non va rispetto a noi. Comunque in bocca al lupo.

  3. Ti auguro di imparare il cinese senza troppi intoppi e di realizzare tutti i tuoi sogni, ma credimi il matrimonio e la passione per la cucina non sono l’ultima spiaggia dei falliti! Anche al ragazzo di Palermo che dice “le donne del sud si metterebbero con me per la mia busta paga” vorrei rispondere: “Marco, non preoccuparti, perché le ragazze che si sposano solo per soldi, alla fine scelgono sempre uomini che hanno fatto del loro denaro l’unico mezzo di conquista. Chi si cerca, si trova”.

    1. Non ce l’ho col matrimonio o con le donne a cui piace cucinare, ce l’ho con quelle donne che rinunciano e, pur di dare una svolta, si buttano in un matrimonio studiato a tavolino e a quel punto si danno ai corsi di cake design e sta roba qui. Da qualche annetto i programmi di cucina sono aumentati, infiniti, e quando qualcosa piace a troppe persone mi puzza sempre.
      Troppe donne stanno facendo l’errore di mollare, nascondendosi dietro al ruolo della casalinga modello, la verità è che il messaggio che arriva è: “C’è crisi, poco lavoro, tornate ai fornelli”. E purtroppo ne ho viste fin troppe impigliarsi in questo meccanismo, anche amiche che pensavo avrebbero avuto brillanti carriere. Era questo che intendevo purtroppo.

  4. eleonora, ti stimo moltissimo! anche io stò cercando di cambiare aria! anche se ho un contratto a tempo indeterminato e guadagno 1500 euro al mese, non mi sento per niente felice lo stesso. sono di palermo ma lavoro in provincia di milano. giù se hai un lavoro, giustamente come dici tu, le donne si metterebbero con me per realizzarsi una vita con la mia busta paga. al nord la gente è completamente diffidente, non sanno loro ne anche cosa vogliono, poi c’è molta gente che qui è solo di passaggio. onestamente a parte il lavoro mi trovo male!! e in + il paese non mi incoraggia per il bene dei miei futuri figli! di fatto stò costruendo una casa in mexico e spero di andarmene e prendermi il lusso di licenziarmi con la crisi che c’è in italia. spero che potremmo stare in contatto e continuare stando in contatto! un bacione! Marco

  5. lucio corinaldesi

    Ho aiutato le mie figlie a crescere abituandole all’idea che se avessero voluto realizzarsi,dovevano studiare bene e dopo andare via. L’hanno fatto e, quando la mia primogenito è uscita di casa per uno stage mal retribuito, e l’ho lasciata nella “stanza” dove avrebbe vissuto in una città che non conosceva, mi sono sentito morire. Ragazzi non è colpa vostra se siete nati in famiglie dalle scarse possibilità e, in un paese in cui gli ascensori sociali sono bloccati. Ora è il momento di cambiare questo paese ed è giusto che che le vecchie generazioni paghino i debiti che hanno scaricato sulle vostre spalle.Se volete che l’Italia ridia ai giovani la possibilità di realizzarsi, dovete essere intransigenti verso la classe dirigente del paese e non vi deprimete se i vostri talenti,per il momentosono apprezzati lontano dalle vostre case. In bocca al lupo.

  6. Grazie a tutti. E, per chi non l’ha mai fatto, andate un po’ in giro per il mondo, anche solo provvisoriamente, perché nel nostro paese ci fanno pensare che c’è una sola strada giusta per vivere la vita, ma non è così, la libertà è anche questo, stare fuori da condizionamenti sociali e psicologici troppe volte dettati da ben altre intenzioni. E venite a trovanti 🙂

    1. Ciao Eleonora! TI ho letta tutto d’un fiato.
      Io e il mio compagno stiamo mollando tutto, e partiremo l’anno prossimo per un giro del mondo sabbatico. Ci piacerebbe incontrare, in giro per il mondo, persone che vivono all’estero per uno scambio di opinioni….non abbiamo ancora deciso se lasciare l’Italia o meno, ed eventualmente dove andare….ma vogliamo raccogliere storie ed esperienze di altre persone….
      Il nostro viaggio dovrebbe partire proprio dalla Cina….come fare per rimanere in contatto?
      Se intanto vuoi contattarci tu, ci trovi qui: facebook.com/leavingtheoldway.

      Grazie in ogni caso, e buona vita!
      Nina

  7. GRANDE Eleonora e…… non girarti più per guardare indietro. Vedrai….. è questa la strada GIUSTA!!!! In bocca al lupo, segui questa strada che continuerà a darti ancora tanto. Con stima.

  8. Se mai pensassi di tornare in Italia, avrai l’amara sorpresa di trovare parecchie discariche in più. Costruirsi una casa in una “discarica” di nome e di fatto, non è il massimo.
    Sinceri Auguri! 🙂

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