Aimee: pareri di un’australiana in Italia.

Aimee McBrideTutti scappano! Da qui se ne vanno tutti! Sembra una canzone di Caparezza..

..E invece no!

Una triste realta’ conferma che i giovani italiani preferiscono mete lontane, porti sereni dove far crescere i propri sogni, le proprie aspirazioni. Un esempio su tutti? L’Australia! E non ci vuole un genio della statistica per capire che proprio quella e’ tra le mete piu’ ambite dalle nuove generazioni.

Se l’Australia oggigiorno sembra la terra promessa, beh, si trova in giro qualche “animale strano” che ragiona al contrario: Aimee McBride, 27 anni, australiana di Sydney decide di vivere in Italia, mentre molti suoi coetanei “overseas” tentano fortuna a casa sua. E’ curioso capire il perche’ di questa scelta e vedere, attraverso gli occhi di chi fa un’esperienza all’incontrario, il proprio punto di vista. Aimee a Ornitorinko si racconta cosi’:

Perche’ hai scelto l’Italia?
A dire il vero, all’inizio ho cercato lavoro in Spagna (dove avevo studiato qualche anno fa). Poi, un amico mi suggerisce l’Italia: faccio un corso per insegnare inglese, male che vada faccio un’esperienza dico tra me e me. Ho deciso di lasciare l’Australia perche’ non mi piaceva il mio lavoro di giornalista/copywriter: era molto difficile, nonostante varie pubblicazioni, il mercato a Sydney sembrava saturo.

Perche’ Firenze? Sei arrivata da sola qui?
Meglio una citta’ piccola per iniziare. Si, non conoscevo nessuno.

E’ difficile imparare l’italiano?
E’ difficile ma miglioro giorno dopo giorno. Per cultura, noto che gli italiani correggono gli sbagli e questo spesso fa paura. Da noi non e’ cosi, ma ero gia’ abituata dall’esperienza spagnola.

Quale tipo di visto ti consente la tua permanenza qui?
Mio papa’ e’ irlandese, quando entro in Europa lo faccio  senza problemi.

Di cosa ti occupi? Riesci a mantenerti qui?
Lavoro nel digital marketing. Qui pero’ ho iniziato con l’insegnamento dell’inglese e con un  progetto web per la Regione Toscana. Ora mi guadagno da vivere come freelance per diversi progetti. Si, riesco a mantenermi, ma non riesco a mettere da parte molto.

Hai mai vissuto un’esperienza nella quale hanno cercato di raggirarti in quanto straniera?
Si, ma se vado con gli italiani risparmio sempre! 😀

Quali sono le differenze principali che trovi con l’Australia?
Il clima: qui fa freddo. E’ difficile vivere in un posto dove fa freddo! In Italia il lavoro e’ un po’ disorganizzato: sono bravi ma c’e’ un sacco di perdita di tempo.

Cosa ti manca dell’Australia?
La spiaggia, la cultura alternativa e del surf (qui e’ molto piu’ classica). Ho l’impressione che la gente in Italia ti aiuta ma vuole sempre qualcosa in cambio.

Qual e’ il tuo cibo preferito?
A me piace tutto, mangio troppo! Questa settimana il mio cibo preferito e’ la crostata! A colazione qui, mangiano tutti le cose dolci, perfetto!

Quali differenze noti a livello di societa’?
Lavoro nel web marketing, per quanto riguarda la mia esperienza, posso dire che mangio insieme ai miei capi e posso dire la mia, questo e’ fantastico!

Qual e’ la tradizione dell’Italia che ti piace di piu’?
La vacanza per un mese! Agosto e’ fantastico.

E la cosa peggiore?
Quando conosco i ragazzi giovani con una mentalita’ vecchia!

Vivresti per sempre in Italia se ne avessi la possibilita’?
Temporaneamente e’ ok, so che tutti dicono che non c’e’ cultura dalle mie parti, ma la cultura e’ moderna e penso di tornare li. Credo che in Italia non c’e’ futuro per vivere.

Cresceresti qui i tuoi figli?
La famiglia italiana e’ un po’ tradizionale secondo me, quindi, non credo proprio! Non penso di essere adatta a tutto cio’… In Australia si cerca di passare tanto tempo con i figli; in Italia, a parer mio, ci sono un sacco di attivita’ organizzate per i bambini, sembra quasi che a volte, non si voglia stare troppo con loro.

Hai avuto a che fare con la burocrazia italiana?
Si, a quanto pare qui basta conoscere le persone giuste. In Australia questo fenomeno esiste anche, ma non e’ palese come qui in italia.

Un saluto che trova le differenze,

Aimee

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19 commenti su “Aimee: pareri di un’australiana in Italia.”

  1. Sono in Australia da un anno.. Sono partito con diversi obiettivi, prima di tutto imparare L’inglese Ke è una grossissima mano x lavorare ovunque tu voglia! Ho 35 anni,Pretto che ho girato tanto nella mia vita, tra lavoro e fun! Poi le cose cambiano.. È davvero cerchi un posto dove vedi del potenziale, do ve hai scelte x il futuro tuo e di una famiglia!!
    In Italia, no, ma qui mi è venuta voglia di farla!
    Ha detto tante cose x me giuste…ha toccato i punti giusti!! Condivido anche se forse mi toccherà tornare.
    È un posto così ricco xke lo sanno mantenere e hanno severe regole se vuoi rimanere.
    Una semplicissima??
    IELTS test. È poi un datore di lavoro Ke dice”si, lui lavora con me x 2 o 4 anni(dipende come “applichi”)!
    Questo è il sistema moderno x andare a vanti… Gli mancherà la storia… Ma hanno un gran futuro!
    Noi? Siamo la “Babilonia”! Porte aperte a tutti, piu’ un sacco di vecchi e decrepiti Buffoni con vecchie menti e sistemi ke continuano a venderci a pezzi…e ci comandano!!
    Brava Aimee

  2. Roberto Petrillo

    L’intervista è molto azzeccata, e trovo invece (ahimè), i commenti dei lettori in buona parte superficiali.

    Aimee nota le cose come stanno, e la reazione tipica italiana è la negazione.
    E’ vero, gli italiani sono mammoni ma non hanno senso della famiglia.
    Le nostre città sono belle ma trascurate, abbandonate.
    Da noi fa più freddo perché in Australia è in effetti più caldo e più spesso.

    Va bene non condividere un parere con un’intervista, ma da qui a sparare a zero a casaccio, ce ne corre. L’italiano medio di certo ha dimenticato l’umiltà e la voglia di fare, più che di ciarlare a vanvera.

    Grazie Aimee, e ti capisco quando dici che vuoi tornare a casa prima o poi.

    1. Salve Roberto,non so se nel tuo intervento ti riferissi anche al mio commento ma ,in ogni caso,trovo sinceramente un po’ piu’ banale il tuo punto di vista rispetto ad altri espressi (opinione personale ovviamente).
      Nel mio commento io non ho criticato il punto di vista di Aimee,nonostante alcune sue risposte le trovassi un po’ particolari,ma anzi ritenevo che non fosse particolarmente illuminante in quanto non ha fatto altro che ribadire a modo suo molti luoghi comuni italiani purtroppo veri e problematiche che tutti noi abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
      Voglio dire,se uno strumento musicale non funziona,non e’ accordato ed emette un brutto suono,puoi anche chiamare il piu’ bravo musicista dall’altra parte del mondo ma il risultato sara’ sempre lo stesso..uno strumento rotto,scordato che emette un brutto suono.
      Questa ormai e’ la situazione italiana,il giochino si e’ rotto e non e’ piu’ questione di punti di vista,e’ un dato di fatto.A questo puto si puo’ continuare a sparare sulla Croce Rossa ,continuando a puntare il dito su cio’ che non va,lasciantosi andare a lamentele continue oppure si puo’ cercare di trovare soluzioni,cambiando le cose ,per vedere se la musica cambia.
      Tu hai ripreso la questione famiglia sollevata da Aimee..a mio parere lei ha messo in luce un fenomeno esistente non capendone pero’ l’esatta causa.
      Fino a 15 e passa anni fa,in una classica famiglia italiana media ci si poteva permettere che lavorasse anche solo un genitore e l’altro poteva rimanere a casa,crescere i figli,seguirli nelle loro attivita’ scolastiche ed extrascolastiche e ricoprire il ruolo di casaliga o casalingo.
      Con uno stipendio si viveva dignitosamente ,senza grandi sacrifici.
      Ora con due stipendi e’ gia’ tanto se una coppia riesce a pagarsi l’affitto e le bollette,per il resto non rimane nulla…e con i figli come si fa?se entrambi i genitori lavorano,chi li va a prendere a scuola?chi li tiene il pomeriggio fino alle 6/7?
      Questo e’ il problema,se non si ha la fortuna di avere dei nonni o parenti che ti diano una mano,purtroppo si e’ costretti a lasciare i figli a scuola fino alle 5,fargli fare il tempo pieno per l’intera settimana od iscriverli ad attivita’ extrascolastiche che li tengano occupati fino a che uno dei genitori non finisce di lavorare.
      Non si tratta di disinteresse o di volersi togliere di mezzo i figli per farsi i propri comodi,e’ una questione logistica e tristissima allo stesso tempo.
      Non credo quindi che si possa parlare di “crisi” del senso di famiglia..tu Roberto su che base dici questo?parli di mammoni ma scusa in che realta’ vivi?senza un lavoro fisso e stabile come fa un ragazzo di 20 anni a prendere un appartamento in affitto?la prima cosa che ti chiedono in agenzia sono le credenziali ed un lavoro fisso.Trovo molto banale parlare di mammoni,per molti ragazzi non c’e’ scelta,alcuni se ne approfitteranno anche,non lo metto in dubbio, ma non credo che siano la maggiorparte.

      Altra cosa che mi ha stupito e’ che tu affermi che gli italiani hanno un atteggiamento di negazione..beh forse abiti fuori dall’Italia o forse non guardi i telegiornali da un po’ di tempo perche’ soprattutto in questi ultimi giorni si sono create delle rivolte anche violente,nate in maniera spontanea che tutt’ora procedono e vanno avanti..
      Ma al di la’ di questo,e’ da parecchi anni che ormai viviamo in una situazione problematica e mi piacerebbe sapere se esiste qualcuno che,se non direttamente,non ha avuto un parente stretto o un amico che ha perso il lavoro o che e’ stato costretto a chiudere la sua attivita’.Dubito che esista,non so dove la vedi la negazione..hai una visione alterata della realta’ perche’ e’ visibile agli occhi di tutta la rabbia che ormai e’ esplosa e che colpisce tutti,giovani,adulti ,anziani.

      A questo punto trovo anche offensivo il ritenere che all’italiano manchi l’umilta’ e la voglia di fare..ti inviterei a ripetere queste affermazioni a coloro che nelle strade di tutta Italia stanno portando avanti la cosidetta Rivolta dei Forconi…sicuramente sapranno piu’ di me trovare le parole adatte per risponderti.

      Ps: Che da noi in Inverno fa piu’ freddo che in Australia si sapeva,semplicemente non mi sembrava una gran scoperta….

      Detto questo credo comunque che questa intervista sia stata un ottimo spunto di riflessione,non tanto per i contenuti quanto per aver dato vita ad un interessante dibattito che non fa mai male.

  3. A me sembra invece interessante che anche una persona che viene dall’altra parte del mondo riesca a focalizzare dei punti problematici del nostro Paese. Fa male sentir dire da uno “straniero” che il nostro Bel Paese ha tanto da migliorare (ma tanto). Ovviamente, da italiana all’estero, concordo con chi dice che vivere in un Paese straniero ti permette di rivalutare certi aspetti dell’Italia. Detto questo, non mi stupisce per niente che Aimee non veda possibilitá di fare radici in Italia. Anche per me diventa una prospettiva sempre piú lontana.

  4. Io sto facendo una tesi di laurea sull’emigrazione in Australia, sto intervistando gente che decide di fare l’esperienza al contrario o che l’ha fatta in passato.. nel caso decidessi di dedicare un paragrafo a questa testimonianza posso usare la vostra intervista (citandovi ovviamente)?

  5. Io mi trovo da un paio di mesi in Australia , molte delle cose dette da Aimee le condivido ,altre no . Per esempio il fatto che in Italia non si vuole stare con i propri figli, ma come non eravamo un paese di mammoni ? Condivido che molti giovani hanno una mentalità vecchia o peggio non ne hanno nessuna . Per quanto riguarda la cultura a cosa si riferisce esattamente ? Sei a Firenze una delle più belle città del mondo in quanto a cultura , in Australia se le sognano città cosi’ , per quanto riguarda il mare mi dispiace per lei ma preferisco la bellezza delle nostre coste e del nostro mare.L’unica cosa che invidio a un Australiano è che hanno poca burocrazia ,le leggi funzionano le rispettano quasi tutti (Perché nessuno e perfetto), e in molte città il tasso di criminalità e basso quasi nullo.

    1. Ciao Marco!!!

      Ovviamente, mi garba Firenze e gli Fiorentini =D Il mio vecchio coinquilino ha traslocato da Firenze a Sydney 3 mese fa e ma ha detto che manca casa. Ma tu, come stai? Hai trovato qualche cose che ti piace?? I kind of miss going to bars on Crown St (how sad is that!), but I have to admit that I was happy to say goodbye to Sydney transport. Giant hug, Aimee

  6. Leggendo le opinioni di Aimee sul’Italia ho realizzato quanto siano simili alle mie opinioni sull’Olanda (dove vivo da quasi tre anni)… no forse le miei sono peggiori 🙂 . L’unico commento che mi permetto di fare e’ a proposito della cultura del surf … beh accoppiare surf e cultura fa capire quanto sia diverso il significato che loro danno alla parola cultura. Si l’Italia non e’un paese perfetto, ma quale lo e’? Sento tante persone lamentarsi di come la nostra societa’ faccia schifo, ma alla fine noi siamo la societa’ e se nel nostro piccolo non tentiamo di migliorarci non possiamo aspettarci che qualcun altro lo faccia per noi. Personalmente me ne sono andata dall’Italia per fare esperienze, per imparare magari qualcosa di buono da riportare nel mio paese, per ritrovare un po’ di speranza … ma quello che ho realizzato e’ che i paesi che tanto lodiamo sono perfetti finche’ non ci si vive abbastanza a lungo da capire che anche qui le cose non funzionano, che la gente non e’ poi tanto migliore e che il mio paese con tutti i suoi difetti rimane comunque il migliore, forse dovremmo imparare noi ad amarlo un po’ di piu’, a rispettarlo e a tentare di migliorarlo.

  7. Per quanto mi riguarda, voglio aggiungere che non discuto il punto di vista e le impressioni di Aimee, con le quali, tra l’altro, mi trovo pienamente d’accordo. E non le vedo in contraddizione con la scelta di trascorrere qui un periodo di tempo. Si può benissimo avere un pensiero negativo, per quanto riguarda le prospettive di soggiorno a lungo termine, che hanno molte più implicazioni pratiche, e un pensiero positivo riguardo al presente e a ciò che esso può offrire per la propria crescita professionale ed umana. In sintesi, mi pare di capire che comunque quest’esperienza qui in Italia le ha dato tanto a tutti i livelli, e non potrebbe essere altrimenti. Chiunque intraprenda un’esperienza formativa all’estero, in un paese con una cultura e una lingua diversa, ne risulterà arricchito sotto tutti i punti di vista. Io non credo assolutamente che Aimee abbia voluto offendere qualcuno, o dire che fa tutto schifo. Semplicemente non è sua intenzione restare qui per sempre (come biasimarla…) per tutta una serie di motivi che ha esposto ma, stando a quel che ho capito, è comunque felice di aver fatto quest’esperienza. D’altra parte, se si fosse trovata male, credo che sarebbe già andata via, no? Anche io credo che trascorrere un periodo limitato di studio o lavoro qui in Italia (con la prospettiva di farne tesoro e poi tornare in patria) non sia affatto male, anzi! Diverso è invece il discorso del rimanerci sempre e di esserne consapevoli…credo che ci passi una bella differenza!
    Ad ogni modo, in bocca al lupo ad Aimee! 😉

  8. Ci sono alcune cose nell’intervista che sono abbastanza stranianti: ad esempio il punto di vista attorno alla famiglia. Noi italiani la mettiamo sempre in cima ai nostri pensieri, e sentir dire da una australiana che la trascuriamo fa una certa impressione…..

  9. Ciao Alice,

    Grazie per il tuo commento. Prima di rispondere, devo dire che mi dispiace che non scrivo bene in Italiano. Ho passato quasi un anno e mezzo qui, ma ancora trovo la difficoltà quando devo mettere più di 3 parole in fila.

    E mi dispiace molto che non ti sia piaciuta questa intervista. Sono sicura che la tua impressione di me come persona sia incredibilmente negativo. Non mi piace il freddo, non mi piacciono gli Italiani, mi lamento tutto, etc.

    Devo dire che ovviamente non e’ esattamente cosi male e leggendo il post per la seconda volta, posso capire perché hai formato quel punto di vista.

    La vita in Italia è difficile per tutti in questo momento e non vedo perche’ negare la realtà. Ma accetto il tuo punto di vista e capisco cosa vuoi dire: è meglio essere grati che lamentarsi.

    Take care,

    Aimee

  10. Ho pensato la stessa ed identica cosa di Alice, dopo aver letto l’intervista ad Aimee. Mi sembra che lei sia qui più per caso che per scelta…voleva fare un’esperienza qui in Europa, cosa molto comune, tra l’altro, e si è ritrovata da noi. Firenze, non dimentichiamolo, è una delle città più belle e visitate al mondo, perché dovremo stupirci se un americano o un australiano desidera passarci un po’ di tempo, per studio o lavoro/stage, come tra l’altro avviene abbastanza di frequente? Rimane il fatto però che si tratta soltanto di un’esperienza, non di una scelta di vita radicale. Non ci vedo niente di strano, o “sui generis” sinceramente…
    Insolito sarebbe trovare qualcuno che prende armi e bagagli dall’Australia per trasferirsi qui stabilmente ma non mi pare questo il caso. Per quanto riguarda il lavoro poi, il fatto di essere madrelingua inglese, secondo me l’agevola moltissimo. Guarda caso chi viene da paesi anglofoni il lavoro lo trova subito qui in Italia, almeno temporaneamente.

    1. Ciao Iya,

      Grazie per il tuo commento. Possiamo dirti che Aimee vive a Firenze da circa due anni, quindi, al contrario di quanto pensi, trovare un australiano che vive qui in maniera stabile e’ un’esperienza sui generis.

      Per quanto riguarda il modus vivendi di Aimee e i suoi pareri, possiamo riferire quanto lei afferma, senza alterare una virgola. Ognuno ha il suo punto di vista e Ornitorinko e’ il luogo ideale dove scambiarsi opinioni.

      Grazie ancora per averci detto la tua! 🙂

  11. Leggendo titolo dell’articolo pensavo si trattasse di qualcuno che, andando totalmente contro tendenza,avesse per qualche strano motivo trovato il paradiso qui in italia e mi sono detta : wow,chissa,’ magari da italiani e’ facile veder tutto nero,forse un punto di vista esterno mi illuminera’ e mi aiutera’ a vedere cio’ che ancora di positivo c’e’ in questo Paese,un barlume di speranza..ed invece cosa leggo?La storia di una Australiana che in realta’ qui in Italia manco ci voleva stare ma voleva mettere radici in Spagna e per non si sa quale ragione si ritrova a vivere a Firenze (solo perche’ e’ piccola eh ..) la lingua italiana e’ difficile da imparare,il lavoro scarseggia e quel poco che si riesce a fare e’ pure mal pagato e non ti permette di mettere da parte niente,il clima fa schifo perche’ fa freddo (e’ inverno,sai com’e’…),le persone sembrano gentili ma sotto sotto vogliono sempre qualcosa in cambio,non abbiamo la modernissima cultura del surf e la burocrazia e’ un casino,tutto disorganizzato,tempi lunghissimi,se non conosci qualcuno che ti da un “aiutino” sei spacciato…
    E’ la famiglia?almeno da questo punto di vista ci sara’ qualcosa di positivo..ed invece no!siamo totalmente incivili anche in questo,non ci piace stare coi nostri figli e cerchiamo di sbolognarli ovunque,iscrivendoli a qualsiasi corso didattico ci capiti a tiro….non si creerebbe una famiglia qui in Italia manco morta e sta praticamente gia’ con un piede sull’aereo per ritornare in Patria..
    Beh insomma,innanzitutto complimenti a chi ha dato vita a questo articolo altamente illuminante ma poi mi sorge una domanda..ma c’era bisogno di intervistare un’australiana per sapere quanto arido sia ormai questo Paese e tutti i problemi che si vivono qui quotidianamente?Non bastava intervistare il salumiere o il giornalaio sotto casa?Mah

    1. Ciao Alice,

      Grazie per il tuo commento.

      Abbiamo avuto l’iniziativa di intervistare Aimee perche’ ci sembrava un po’ sui generis una scelta di vita come quella che ha intrapreso.

      Approfondendo l’intervista, volevamo capire quali fossero i motivi che l’hanno spinta fin qui. Noi di Ornitorinko, ci limitiamo solo a riportare le testimonianze dei protagonisti dei post senza alcuna forma di censura.

      Non vogliamo distorcere la realta’ o raccontare favole, ma cercare punti di vista da gente che fa esperienza, tutto qui.

      In fin dei conti, se Aimee ha deciso di vivere a Firenze, sara’ una scelta che soddisfa le sue aspirazioni, nessuno la costringe…

      Il salumiere o il giornalaio sotto casa, probabilmente, non hanno vissuto l’esperienza di questa ragazza.

      Buona giornata.

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