Paola: “L’Australia? Bella, ma troppo lontana!”

Paola TaddeiMi chiamo Paola Taddei, ho 29 anni,  genovese e innamorata di Genova, ma con tanta voglia d’Australia.

Un anno fa, dopo una laurea specialistica in “scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattate” (tante parole per nulla), qualche anno passato a fare qualche supplenza e lavoro sottopagato tra piscine e campi da tennis, decido di partire. Nulla, a parte la famiglia (che però mi  sostiene da sempre), mi trattiene ancora in Italia.

Così eccomi su un aereo diretto a Brisbane.
La prima intenzione è quella di cercare lavoro tra Byron Bay e la Gold Coast.  Dopo due settimane di giri e l’invio di qualche centinaio di cv, la situazione lavoro non migliora: presa dallo sconforto corro a Manly (Sydney), dove un amico riesce ad ospitarmi. Deposito le valigie in una casa e non più in un ostello. Sono molto più tranquilla, e i risultati si vedono subito:  trovo lavoro dopo due giorni in una gelateria proprio nel centro di Manly.

Questo posto mi ruba il cuore, li passo sei mesi stupendi:  faccio un corso come istruttore di nuoto (perché qui non vale nessuna delle certificazioni/lauree che acquisisco in Italia )e inizio a lavorare in piscina. Faccio anche un corso per il bronze medallion, quindi,  inizio a fare i patrol come bagnina volontaria in spiaggia: comincio ad allenarmi al Manly Surf Club, con la squadra del Surflifesaving, gran bella esperienza!

Visto in scadenza:  giunge il momento di capire se prolungare!  Decido che un anno in Australia non è abbastanza, troppe ancora, le esperienze da vivere.

Eccomi partire alla volta di Byron Bay: gente stupenda! Qui finisco di svolgere il wwoofing (lavoro in cambio di vitto e alloggio valido per il rinnovo del visto). La mia scelta ricade sul lavoro in cambio di vitto e alloggio, invece di una farm pagata, per due motivi:

1. Non  voglio sprecare tempo e denaro per cercare una farm retribuita, che è comunque difficile da trovare, specie se non automuniti (come me);
2. Non voglio arricchirmi correndo il rischio di di avere brutte esperienze, non è nel mio modo di vivere  e preferisco quindi andare sul sicuro.

Scelta azzeccata!!

Felicissima dell’esperienza,  dopo 50 gg di farm, e 9 mesi a  testa in giù (cit.) torno in Italia un mese. Ho già il volo in tasca e qualche motivo più che valido per tornare a casa per una breve vacanza…

La tragedia!!!

Ripartire per l’Australia dopo aver passato agosto a Genova è un’agonia, una sofferenza indescrivibile. Pianti di disperazione accompagnano  tutto il viaggio di ritorno (e i giorni a seguire).
Per tre giorni non tocco cibo (chi mi conosce sa quanto sia praticamente impossibile per me), non  scatto  foto. Sono totalmente apatica e sconsolata.

Ora va molto meglio. Pensiero iniziale: convinzione di voler spendere qui il resto della mia vita…

E invece no!

Mi accorgo chel’Australia  è troppo lontana: non riesco a vivere a 27 ore di volo dalla mia famiglia e dai miei amici. Amici che ho trovo  anche qui, ma che mai potranno sostituire le amicizie di sempre come quelle che ho in Italia.

Così decido che farò ancora un po’ di esperienza, che sicuramente a casa non potrei farmi, lavorativamente parlando soprattutto. Farò la quarta estate consecutiva, cercando di godere di tutte le cose belle che questo paese offre, come le opportunità di crescere, guadagnare , sognare e realizzare qualcosa. Tornerò…

..E se il mio futuro non sarà in Italia, sarà sicuramente in un posto a non più di 12 ore di volo da casa.

Un saluto non troppo lontano.

Paola

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26 commenti su “Paola: “L’Australia? Bella, ma troppo lontana!””

  1. Cara Paola, è un po’ che ti penso e oggi, ultimo giorno dell’anno, mi decido a mandarti non solo i soliti auguri formali che stanno girando, ma un grosso incoraggiamento a resistere. Non arrenderti alla nostalgia, datti ancora delle possibilità per non ridurre questa tua grande esperienza ad una avventura interrotta senza raccogliere risultati.
    Stringi i denti e vedrai che qualcosa di bello succederà.
    Ti abbracciamo forte forte
    Franca e Mauro, Mariasole e Luca

  2. Ciao Paoletta…come sempre arrivo un po’ in ritardo, ma non vuole dire che non ti penso! Hai scritto parole bellissime venute fuori con la stessa forza delle lacrime che hai pianto . Scrivi …continua a fissare tutte le emozioni che la vita di regala, chissà mi miace pensare che un giorno potrebbero diventare un libro. Un abbraccio grande come l’Australia !!!
    P.S. sei di una bellezza travolgente !

  3. ciao tesoro !!!!! Se in una ventina decidessimo di venire li e far crescere una little italy ti fermeresti ?????? è un sogno, ma cosa risponderesti….. un bacione ritaa

  4. Interessantissimo blog. I miei genitori emigrarono in Australia nel 1974 quando avevo appena compiuto 13 anni. Non l’hanno fatto perchè dovevano (vivevamo a Bergamo e mio padre era un dirigente di un’azienda) ma perchè i miei genitori volevano fare un’esperienza nuova. Anche se sono tornato a visitare l’Italia diverse volte non sono ritornato per 15 anni – (carriera, casa, matrimonio, flglio) ma finalmente sono andato il mese scorso e sono appena ritornato a Melbourne.

    La mia esperienza è diversa da Paola e molti che hanno commentato qui, dato che sono molto più anziano ed oramai sono piú australiano che italiano. Ma la cosa interessante, e che più invecchio, più penso all’infanzia, che per me è l’Italia.

    Se a qualcuno interssasse ho scritto le sensazioni di tornare alla mia città della mia infanzia con mio figlio nel mio blog (in inglese).

    https://accidentalaussie.wordpress.com/2013/10/13/the-past-is-a-foreign-country/

  5. Non sono d’accordo che le amicizie fatte in australia non sostituiscano quelle fatte in italia,(almeno non per me) sai quanti “amici”italiani non si sono più fatti sentire perchè eravamo troppo lontani mentre persone di altri stati con cui ci ho avuto a che fare pochissimi anni,si è creato un rapporto che loro sono in canada io in Nuova zelanda e ci sentiamo quasi sempre

  6. Io sono Italiana ma a 21 anni sono stata per un periodo in America e a 22 sono andata in Finlandia e quest’anno, dopo 16 anni al Nord, sono venuta in Svizzera. I miei trasferimenti sono sempre stati per amore, ma ho anche sempre lavorato, studiato e ho anche 3 bambini. Benchè sia sempre stata bene sia in Italia che all’estero, condivido a pieno il detto che partire è un po morire, da qualunque parte si vada. E nella mia esperienza quando si cresce in un paese, in qualunque altro paese rimarremo stranieri in terra straniera perchè ci portiamo nel cuore ricordi ed emozioni che sono legati alla cultura del posto dove siamo cresciuti. I nostri figli, nati e cresciuti altrove, non avranno mai per la cultura italiana l’attaccamento che ha chi è cresciuto in Italia. E la mia domanda è alla fin fine una sola: ma quanti Italiani andrebbero all’estero, a 27 ore di volo o anche solo 2, se non fosse per lavoro? Io sono andata giovane (e forse incosciente) e poi rimasta per altre ragioni e sicuro anche noi siamo in tanti. Ma è la norma? Secondo me no, perchè noi italiani siamo un po come le tribu, ci piace la famiglia e il nostro branco ed è per questo che secondo me in un qualunque paese estero, si formano gruppi di Italiani forse anche per sostituire un po la famiglia che abbiamo lasciato “alle spalle”…e i vari Little Italy in America sono solo un esempio…

    1. Non è così Marianna. I cosiddetti “ghetti”, come appunto Little Italy a New York o Leichardt a Sydney per gli italiani o anche le innumerevoli Chinatown per i Cinesi, in tutte le grandi città del mondo, nascevano e nascono ahimè ancora oggi, per facilitare la vita in terra straniera, ad emigranti che (soprattutto in passato) raramente conoscevano la lingua del posto e male si integravano nella nuova società. Gli Italiani sono più legati di altri alla loro terra semplicemente perchè è realmente uno dei posti più belli al mondo per vivere…lavoro e politica permettendo. Tutto qui.

  7. Come ti capisco paola. Io di anni ne ho molti di più di te e sto per lasciare, in un mix di tristezza e ansia, la mia amata città per Brisbane. Lascio i miei anziani genitori, i miei amici, le mie abitudini, la mia vita quotidiana, ormai faticosa perchè sempre più precaria e povera (il mio ennesimo cocopro è scaduto), ma piena di umanità. Sono sicura che se l’Italia mi avesse dato più opportunità o anche solo un lavoro con uno stipendio decente, non al limite della fame, non avrei fatto questa scelta e sarei stata molto più felice in Italia. Ma così non è stato e mi tocca emigrare, come mia nonna, come mia bisnonna, come le molte generazioni che mi hanno preceduto, fuggite via dalla miseria per cercare una vita più dignitosa. Certo, sono un’emigrante di lusso rispetto a loro, ma come tutti gli emigranti, parto con la speranza nel cuore di poter tornare un giorno a vivere nel mio paese… o almeno in Europa!!!

  8. Eh eh come ti capisco! L´anno in Australia e´stato senza dubbio il piu´bello della mia vita…Allo scadere del visto sarei rimasta ancora qualche mesetto, c´erano ancora delle esperienze che avrei voluto fare, ma vabbe´non si puo´avere tutto… Per me non si e´mai posto il problema di restare: i miei amici e la mia famiglia, l´Europa non mi sono mancati per niente, ma sapevo che sarei tornata, senza di loro la mia esistenza non ha senso (ricordi into the wild? “la bellezza e´niente se non e´condivisa”).
    All´Italia non mi sono piu´riuscita adattare, anche se la amo infinitamente e mi manca, ora vivo all´estero, ma a 55 minuti di volo dalla mia citta´ con il mio bel marito….che ho conosciuto a Cape York!

  9. Il problema dell’Australia è che non hanno nè una storia nè una cultura… Sono un popolo vuoto… Per il resto non c’è nulla di più importante che trovare lavoro e vivere bene, non importa dove. La nostalgia va eliminata.

      1. Partite per migliorare voi stessi ed ampliare le vostre vedute, se l’italia ci offre solo ricchezza culturale (passato) senza offrirci quella materiale ed economica (futuro), il vostro presente sarà corroso dal disagio che necessariamente subentra

  10. Chi siamo veramente? La cosa che veramente desideriamo, essere egoisti o pensare al futuro, si, il futuro della famiglia è importante. L’Italia tutto questo riesce a dartelo? Ti racconto (in breve) una storia di un personaggio molto famoso in Australia: Franca Arena ti dice niente?
    Leggi la storia di un personaggio che diventò Senatrice del Governo Federale d’Australia, originaria di Genova.
    https://www.migrationheritage.nsw.gov.au/exhibition/belongings/arena/

  11. ciao io mi chiamo Marco ho 34 anni e sto cercando in tutti i modi per partire in australia per trovare lavoro e ovviamente restarci,anche se saro’ lontano e’ un sacrificio che dovro’ fare vista la situazione lavorativa pessima che c’e’ in Italia.
    io parlo 4 lingue tra cui l’inglese il francese lo spagnolo e ovviamente l’italiano.
    lavoro come istruttore di nuoto e bagnino e ho avuto esperienze nel turismo(steward animatore di contatto sulla nave da crociera,animatore mini-club per il club med,receptionist),organizzo feste di compleanno e partite di calcetto per bambini,ho lavorato come operatore ecologico e giardiniere.
    c’e’ qualcuno che mi possa aiutare per qualsiasi settore?
    p.s. cerco anche lavoor nelle farm
    in attesa di una vostra risposta vi auguro buona giornata
    p.s. la mia email marco.melani@hotmail.it

  12. a 19 anni nel 1976 ho lasciato l’Italia vivo a Sydney, pero’ vi posso assicurare che l’Italia non si dimentica mai, e piu’ cresco e piu’ mi rendo conto che mi e’ costato molto caro venire a vivere in Australia, la propia cultura, amici, famiglia ecc….io amo l’Australia, bel paese, ma non si diventa mai australiani, il sangue e’ sempre italiano,,,,se potrei tornare indietro del tempo non penso che sarei venuto in Australia…Ci tengo a precisare che l’Australia e’ un paese fantastico.

    1. Vivo a Sydney da un anno, ho 28 anni e nonostante si viva e lavori bene non riesco proprio ad abituarmi. Cena alle 6, locali che chiudono presto, amicizie, affetti, cibo e cultura… Qui non ci sono. Vero che la cultura non si mangia ma restare in australia solo per soldi e lavoro non è abbastanza per me.
      Con tutti e dico TUTTI gli italiani con cui ho parlato (giovani e meno giovani) sono tutti pentiti e rimpiangono la scelta di essere partiti… allora mi domando: perchè siete venuti? perchè siete restati? Nessuna polemica solo tanta e semplice curiosità. sono indeciso anche io se restare o meno! 🙂

  13. Gianfranco Vernole detto Francesco

    è vero, l’Australia è troppo lontana, dall’altra parte del mondo, ma è anche vero che è un altro mondo. non parlo per esperienza diretta, ma per tutto quello leggo sulle esperienze di tante persone che hanno avuto il coraggio di fare il grande salto. io sarei disposto immediatamente a fare il grande salto e prendere le pochissime cose che l’Italia mi ha dato e andare via, ma mia moglie non ha lo stesso coraggio mio. il desiderio di andare via è dettato dal fatto che vorrei offrire un futuro migliore alle mie figlie, Federica 13 anni e Ilaria 7. mia moglie, dopo una vita da precaria si ritrova con un contratto scaduto e non rinnovato a combattere con la realtà dei suoi 45 anni e con la quasi impossibilità di trovare una collocazione nel mondo del lavoro. ho la forte convinzione che a 47 anni di poter fare il grande salto al buio, senza avere nessuna certezza di quello che l’Australia potrebbe offrirmi.

  14. Se escludi Spagna, Grecia e alcune regioni della Francia, per il resto non sono d’accordo che l’Europa abbia la stessa cultura dell’Italia (dove?). Trovo culturalmente molto più vicini a noi i popoli dell’America latina, oppure la gente di alcune città dell’Australia.
    Personalmente ho vissuto meglio a Rio e a Campinas, piuttosto che a Ginevra o Berlino.
    (Ovviamente per lavoro, non da turista)
    Ma se potessi rimarrei in Sicilia.
    Ciao

    1. Mi sa tanto che non sei molto ferrato in storia e credo, anzi sicuramente, non hai mai vissuto in Australia. Dire che non esistono radici culturali/religiose/politiche in Europa è letteralmente un’eresia. Sin dai tempi dell’antica Roma i popoli Europei hanno vissuto nel bene e nel male, in simbiosi. L’Australia è una terra fantastica ma ti toglie la cosa più preziosa che un uomo ha:”Le sue radici”. In Europa, soprattutto questa Europa, puoi spostarti da Madrid a Londra a Berlino ad Amsterdam e sentirti sempre Europeo. Stessa moneta, stesse leggi, un solo “Parlamento”, assistenza sanitaria comune, lavorativa. Una Europa unita da un punto di vista socio/politico e non soltanto economico, è un percorso bellissimo, già in atto e che ci invidia tutto il mondo, credimi.https://www.pertini.it/turati/viareggio/europa_materiali_01.htm

      1. Probabilmente esistono differenti punti di vista… Sei molto offensivo.
        Credo di conoscerla bene la storia, non sarai certo tu ad illuminarmi e rendermi dotto.
        Non meriti risposta.

  15. partire è un po’ come morire, diceva qualcuno, bisogna spogliarsi di tutto quando si parte e ricominciare a trovare nuovi nestiti, la vita è molto breve per riuscire ad adattarsi completamente e serenamente in un nuovo mondo, si dovrebbe partire da bambini da adolescenti ma non è sempre cosi, quindi piu tardi lo si fa , piu difficile adattarsi al nuovo. bisogna capire quanto la nostalgia ci renda difficile la vita nuova in altri posti e se ne vale la pena

  16. Meravigliosa storia. Anche io sto vivendo in Australia e nonostante sia un posto bellissimo dove vivere mi rendo conto allo stesso tempo che più di tanto sarà impossibile convivere con questa enorme distanza.
    Complimenti e qualsiasi decisione prenderai ti auguro sia quella migliore.

  17. Infatti la vera nota dolente dell’Australia è proprio quella:”Laggiù sei davvero un emigrante”. In Europa ovunque vai, nonostante tutto ti sentirai sempre un pò a casa. Stessa cultura, stessa storia, stesse tradizioni, cibo….vicinanza dall’Italia. In Asutralia quando sei giovane ancora ancora puoi farcela a sorbirti 28 ore di viaggio, dopo una certa età ci rinunci ed è lì che l’Australia si riprende tutto quello che ti ha dato. W L’EUROPA. 🙂

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