Reduci da un’esperienza lavorativa all’estero? Forse, vi spetta un’indennita’ da rimpatriato!

Più di un anno in giro per il mondo, tante esperienze accumulate. È giunto il momento di tornare a casa e l’istinto di un Ornitorinko, in questi casi, non sbaglia mai!

Al mio rientro in Italia, mi trovo a Milano, sono qui di passaggio e il passaparola mi porta a conoscenza di un’indennita’ da rimpatriato e il sito dell’INPS conferma che:

Spetta ai lavoratori cittadini italiani che abbiano lavorato all’estero in un paese non convenzionato ( Legge 402 del 25/07/1975 ).

– È un’indennità giornaliera calcolata sulla base di retribuzioni convenzionali stabilite annualmente con decreto ministeriale oppure Lavoratori che abbiano lavorato in un paese ove esiste una convenzione bilaterale o un paese dell’Unione Europea, che siano rimasti disoccupati per licenziamento o mancato rinnovo del contratto e che decidano di rimpatriare.

Fresco d’Australia, e di un lavoro con un contratto normale e ben pagato (come Chef de Partie per uno dei ristoranti più fighetti di Sydney), faccio parte di quella fetta che ha diritto all’indennita’ sopracitata, in quanto ho tutti i requisiti per fare richiesta.  Sono contento come una Pasqua quando mi viene comunicato che quello che mi spetta, è pari al trenta percento (più o meno) della mia ultima busta paga. ..Se tutto va bene, divento ricco, penso sogghignando tra me e me..

..E invece no!

È il 5 aprile 2013 quando in centro a Milano, in una delle sedi INPS, mi rivolgo direttamente al mio destinatario, evitando a piè pari l’ausilio di un patronato che non ha tempo ne’ voglia di ricevermi la stessa mattina.

Ad accogliermi, un giovane dipendente: all’arrivo del mio turno è molto gentile e mi aiuta ad inoltrare la procedura. A precedere l’incontro e’ un attesa di un paio d’ore, in un’altra sede INPS poco distante (quella di Piazza Missori in Corso Italia 19),  dove, mi viene rilasciato un codice pin e una carta magnetica per accedere al gestionale dell’Istituto.

Accolgo sempre favorevolmente l’innovazione e il mondo digitale, ma quello che mi succede ha dell’incredibile: trovo difficoltà ad accedere con la password che mi viene appena fornita e in accordo con l’impiegato decido che sarà lui a svolgere la mia pratica, eseguendo la prassi direttamente dal suo terminale. In faccia è preoccupato, mi dice che è nuovo, ma che sa quello che sta facendo. Sono anche io fiducioso e alla fine, un’ascella pezzata dell’officer, diventa l’icona maleodorante che porta a termine questa grande impresa.

Esco dall’ufficio soddisfatto, adesso, devo “solo” aspettare una decorrenza di sessanta giorni, per conoscere l’esito della domanda, che mi sarà recapitata a casa del mio amico Leonardo (mio punto di riferimento a Milano). In qualita’ di iscritto AIRE, sono senza residenza (che novita’..), e il mio nomadismo cronico mi consente di lasciare all’ente un indirizzo che ritengo piu’ opportuno.

..Sessanta giorni dopo..

Nessuna risposta! Preoccupato, ma non sorpreso, mi trovo in un’altra città: sono a Crotone, luogo che amo e che odio allo stesso tempo, mia terra natale che non rinnego.. Aspetto il mio turno (fila di un’ora) e un impiegato mi parla in un dialetto stretto e con un forte accento locale: con un fare arrogante e una voglia di lavorare pari al non pervenuto, mi suggerisce di rivolgermi al centralino, dato che la mia domanda viene presentata a Milano e quindi non di loro competenza. Sbalordito, mi domando cosa significhi la “N” contenuta nell’acronimo dell’Istituto di Previdenza Sociale! Forse non vuol dire “Nazionale”! Magari significa “Non hai un amico? Allora sei Nella …!”.

No! Non ho cugini, parenti e vicini di casa che lavorano li: questo sistema baronale, vero cancro dell’Italia,  mi fa vomitare e mi spinge verso la Jungla del fantastico centralino dell’INPS: una voce registrata mi indirizza verso un suono umano e scazzato (come pochi) di un callcenterista con le palle vorticosamente girate (magari frutto di un contratto a scadenza settimanale)! ..Che gioia!

Un tono più acido di uno yogurt scaduto da mesi, mi spiega che non ottengo risposte perché la raccomandata che aspetto, non ha nessun indirizzo sulla busta, dato che qualcuno pensa bene di ometterlo! La mia odissea burocratica non finisce qui! Scopro anche che il gentilissimo impiegato della sede di Milano sbaglia a inoltrare la mia richiesta da rimpatriato, chiedendone una diversa..

Incazzato come una iena, imbufalito come poche volte in vita mia, passo le giornate al centralino, facendomi guidare passo passo (per evitare ulteriori sbagli non miei) nella procedura di ricorso (che è percorribile entro novanta giorni dalla presentazione dalla domanda). Di fronte al mio mac, passo delle ore su un CMS orribile, poco intuitivo, elefantico, per nulla user friendly,  insomma, roba da fare impallidire l’Ing. Cane! Mille mila milioni di cavilli, sigle e pugnette varie che rendono ancora più snervante una situazione davvero lontana da ogni relax..

Finalmente ci riesco! Il mio ricorso è stato inoltrato e devo aspettare i tempi burocratici (che strano, vero!?). Lo foto in basso a testimonianza.

Attendo alcuni giorni e la risposta arriva in meno di una settimana: la mia richiesta è nuovamente respinta, vi riporto letteralmente quanto i “geniali” impiegati INPS scrivono nella mail:

La sua richiesta di Riesame non può essere oggetto di ricorso. Tramite il PIN (disponibile agli sportelli INPS) lei ha facoltà di inoltrare regolare richiesta di Disoccupazione Rimpatriati (non ASPI come ha fatto)entro 180 giorni dal rimpatrio allegando il modello IT AUS4 o il modello E301 rilasciato dall’autorità competente Australiana..

Si rende noto che la ricevuta con numero INPS.4900.19/06/2013.0206590 deve essere considerata nulla a tutti gli effetti.

Morale della favola? Anche avendo diritto al sussidio, non lo percepisco!

Odio scadere in vittimismi e non mi piace assolutamente piagnucolare, ma queste situazioni sono davvero spiacevoli, del tutto italiane aggiungerei! I meccanismi arcaici che governano questi mangiapane inetti e in cravatta, a mio modesto parere, frutto di parentele e nepotismi da fare invidia a vassalli, valvassini e valvassori…

Non ve lo auguro, ma sono sicuro che le cose non capitano sempre agli altri e prima o poi, forse, capiterà anche a voi di inabissarvi in qualche meandro burocratico. State facendo gli scongiuri? Ma immedesimatevi in una possibile situazione, a quel punto, che fare? Non siete stanchi di un sistema obsoleto e malfunzionante?

E voi, cosa fareste al posto mio?

Beh, che dire, se siete all’estero e pensate di ritornare in Italia, sappiate che esistono questi sussidi, che per qualche mistero della fede sono molto poco conosciuti. Ma soprattutto, fate attenzione alle insidie dei dipendenti INPS, quelli si che sono animali pericolosi!

Un saluto velenoso,

Ornitorinko

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21 commenti su “Reduci da un’esperienza lavorativa all’estero? Forse, vi spetta un’indennita’ da rimpatriato!”

  1. francesco fiorellini

    beh,allora…posso garantirvi,non so da voi..ma qui al sud è pari ad un odissea la richiesta della disoccupazione estera,incompetenza dei Caf,poca chiarezza dell’inps..io ormai sono 4 mesi che tento di averla,e pure se secondo il regolamento interno dell’inps alcuni documenti ,come U1 devono e possono richiederlo loro direttamente agli uffici competenti,beh questo non avviene….
    prima al telefono mi dicevano che era tutto appesto per ben 3 mesi ,anche il Caf…poi dopo tanta attesa mi arriva la comunicazione che serve il modello U1 e che loro non l’hanno mai richiesto e continuano a richiederlo a me,che già svariate volte gli ho detto di non averlo e non posso certo tornare in svizzera a prenderlo,
    cmq morale della favola,qui ci sono troppo ma troppi incompetenti dietro el scrivanie,è avvilente e mi fa piuttosto schifo che un lavoratore debba subire questo ,
    benvenuti in italia

    1. Ciao Francesco a me è capitata la stessa cosa e meno male che in Svizzera ho lavorato solo un mese ho fatto tutto in modo regolare con un U1 ma purtroppo il testa di cazzo ignaro nn mi ha detto che dovevo andare al centro impiego entro 30giorni..lui ignaro sindacalista e amico mi ha fatto perdere il 30%dello stipendio…D’ora in poi bisogna fare tutto da solo lì documentandosi su Internet cosa che io faccio abitualmente già da prima…ovvio che lui con mr ha chiuso

    2. Ciao Francesco a me è capitata la stessa cosa e meno male che in Svizzera ho lavorato solo un mese ho fatto tutto in modo regolare con un U1 ma purtroppo il testa di c…. ignaro nn mi ha detto che dovevo andare al centro impiego entro 30giorni..lui ignaro sindacalista e amico mi ha fatto perdere il 30%dello stipendio…D’ora in poi bisogna fare tutto da solo lì documentandosi su Internet cosa che io faccio abitualmente già da prima…ovvio che lui con mr ha chiuso

    3. io sono da 6 giorni tornata in italia dalla svizzera…..e me ne tornerei ora solo a causa della burocrazia….triste Italia…

      1. Scusami ,dove 6stata? Io avevo fatto tutto giusto ..e di solito faccio tutto da me con i vari pin che ho ,legati ai vari enti pubblici.Purtroppo la causa dovuta maggiormente alla mia banca che nn accettava franchi e ho aspettato 1mese x averli, presa da ciò ,con conseguenza di causa…sono stata un po’ adagiata sugli allori affidandomi al mio sindacalista peraltro mio amico conoscente.Era proprio destino che tutto doveva andare storto

    4. Ciao Francesco,

      ho fatto domanda per la disoccupazione visto che sono rientrato dalla Germania poco fa. Mi sapresti dire dove prendere il modello U1? Il CAF locale mi ha detto che deve darmelo l’ “INPS” del territorio di competenza, ma sembra che non è cosi. Tu dove lo hai preso?

  2. Ciao,
    ho letto la tua esperienza e mi rendo conto purtroppo in che mondo siamo vissuti.
    Domanda veloce veloce, io sono tornata dall’Australia e sto provando a fare domanda di disoccupazione in italia ?
    da chi devo far compilare il mod It/aus 4???
    grazie se riesci a rispondermi ed in boca al lupo

  3. Ciao, vedo che il post è vecchio ma provo a scrive lo stesso. Sto per tornare in italia e vorrei richiedere il sussidio, però vorrei capire una cosa…da chi hai fatto compilare il modulo IT/AUS4? perchè io ho chiamato il centerlink ma non mi sapevano dire nulla.
    Grazie 🙂

    1. Ciao, la pratica è stata sbrigata da un impiegato alle prime armi. Fossi in te, mi rivolgerei a un CAAF, loro di solito, queste menate burocratiche, le sanno sbrigare! In bocca al lupo! 😉

  4. Ciao Ornitorinko! (il mio animale preferito da quando ero bambino) anche io ho fatto un paio di esperienze estere pluriennali in Europa, trovo interessantissima questa cosa dell’indennizzo di immigrazione con l’Austrialia (e mi dispiace per l’esito della tua vicenda), ma per quanti mesi lo avresti recepito quel 30%? per una sola mensilita’?

    ti volevo chiedere un altra cosa:

    – io sto cercando di “trasferire” tramite modulo U2 (sostituto del vecchio E302 credo) il sussidio di disoccupazione austriaco in Italia per 3 mesi (si la sempre troppo bistrattata UE da anche questa possibilta’ 🙂 ) per cercare li lavoro,
    per farlo devo pero’ iscrivermi al collocamento italiano entro 7 giorni dalla data concordata con il collocamento autriaco.

    Sono stato al collocamento italiano (piccola citta’ del nordest) questa mattina e:

    .1 – non hanno idea, sono il primo caso del genere per loro e stanno chiedendo lumi all’INPS adesso (hai voglia che riesco a concludere tutto in 7 giorni..) mi richiamano per telefono e mi fanno sapere..

    2 – sono via dall’Italia da 8 anni ma sono stato iscritto AIRE solo negli ultimi 2.. l’impiegata del collocamento mi faceva domande sui miei dati come se volesse farmi dire qualcosa che non volevo dire (utlimo lavoro -che per loro risulta nel 2006-, attuale residenza, ecc.. ).. non vorrei che scoprissero che ho lavorato all’estero stabilmente per anni senza registrarmi all’AIRE e che quindi trasmettessero l’info ad Agenzia delle entrate, INPS, Ufficio sanitario e che mi richiedessero tasse e contributi in realta’ gia
    pagate all’estero (senza iscrizione AIRE mi pare che la validita’ degli accordi sulla doppia tassazione salta) ed eventuali servizi pubblici (disoccupazione, ricoveri ospedalieri, visite mediche) usufruiti in Italia in quel periodo di lavoro estero senza iscrizione effettiva all’AIRE..

    infatti ho sentito che ultimamente danno una percentuale dei soldi recuperati agli uffici che riportano questi casi, per quello mi ero un po’ preoccupato…

    grazie e complimenti per il blog appena scoperto, ti scrivero’ presto ciao!

    1. Ciao e grazie per aver scritto!

      Purtroppo la mia avventura con l’INPS non e’ andata a buon fine tanto che alla fine ho rinunciato e sono ripartito per mete piu’ lontane.

      Per rispondere nello specifico alle tue domande, ci vorrebbe qualcuno che lavora in un CAAF o roba simile. La burocrazia italiana (purtroppo) come si evince dal post che hai letto e’ terribile.

      So per certo che devi:

      – essere iscritto all’AIRE,
      – devi avere una prova di licenziamento (e non di dimissioni),
      – devi fare domanda entro una settimana dal rimpatrio in italia (fossi in te mi affiderei a persone competenti).

      Il sussidio ha una durata di 8 mesi se non ricordo male (non so se ad oggi le regole sono cambiate).

      Grazie per i complimenti, essere d’aiuto e’ gratificante.

      Per rimanere aggiornato sulle storie degli altri “animali strani”, segui le orme di Ornitorinko anche su facebook: https://www.facebook.com/pages/Ornitorinko/405213792896948?fref=ts

      ..e scrivi il tuo racconto! 😉

    2. Ciao! Sono approdato qui xkè come potete immaginare mi trovo anche io in una sutuazione simile. In pratica vissuto e lavrato in Irlanda x 4 anni percepisco il sussidio di disoccupazione x dimissioni e non x licenziamento xkè qui in Orlanda te lo danno anche se ti licenzi…decido di tornare in Italia e qui in Irlanda gentilissimi mi spiegano che posso spostare x 3 mesi il sussidio tra l’altro pagato dallo Stato Irlandese e non italiani come se fosse la cosa più semplice del mondo, mi danno 3 moduli U1 U2 e U3 e con questo dovrei presentarmi in Italia all ufficio di collocamento che dovrebbe comunicare a loro tramite una rete telematica europea l avve uta iscrizione…SÈÈÈÈÈ fantascienza! Per ora ho chiamato ufficio di collocamento INPS e Ambasciata e morale della favola: nessuno sa un cavolo di niente! (Non esiste manuale operativo). Crucco tu sei riuscito nell impresa titanica? Ogni suggerimento è ben accetto prima che decida di rinunciare alla questione!

  5. Conosco anch’io la frustrazione di fronte ad una burocrazia malata quindi so come ti senti. Dici: “L’Italia ha bisogno di persone che fa esperienza all’estero e decide di tornare”. In parte lo penso anch’io, ma ogni volta che torno in Italia anche solo in ferie (vivo a Berlino da 3 anni e da anni all’estero) mi sento male a vedere come il sistema italiano sia marcio e obsoleto e stagnante. Siete coraggiosi voi che rimpatriate! e vi auguro di restare in forza per cambiare le cose perchè io proprio non ce la faccio.

  6. Ciao Ornitorinko,
    il tuo racconto mi ricorda molto le vicissitudini di uno di personaggi di Verdone, quello che tonra in Italia dalla germania per andare a votare e da quando si trova in patria gli succeono di cotte di crude! heheheh 😀
    Io vivo in Danimarca da 2 anni e mezzo, e presto potrei tornare in Italia. Volevo chiederti un particolare: io non ho mai trasferito la residenza all´estero. E´necessario farlo per la domanda all´INPS? o basta un dichiarazione sostituviva tipo il contratto di lavoro dove ho lavorato all´estero? Oppure va bene iscriversi all´ultimoun paio di mesi prima di rimpatriare?
    Ciao e grazie!
    Paolo

    1. Ciao Paolo,

      questo e’ solo uno degli aneddoti che mi capitano molto spesso, perche’ quando sei in viaggio, ti trovi di fronte a situazioni mai affrontate prima.. Posso dirti che anche io, come te ho vissuto in Danimarca (per un intero anno nel 2005), bella scelta!

      Non so di preciso se l’iscrizione AIRE sia tra i requisiti principali per chiedere il rimborso, ma sei sempre in tempo a notificare che seiun cittadino italiano residente all’estero, ti dico questo perche’ in caso contrario, la splendida burocrazia credo che ti mandi all’ufficio mobilita’ prima di inoltrare questa richiesta. Se vai in ambasciata e’ roba di un attimo, ricordo con piacere il mitico consolato di Aarhus, tutti molto gentili e disponibili!

      In bocca al lupo per il tuo rientro qui! L’Italia ha bisogno di perosne che fa esperienza all’estero e decide di tornare! 🙂

      Se ti va di seguirci e rimanere aggiornato sui temi che trattiamo, puoi farlo attraverso la nostra pagina di facebook seguendo il link in basso, grazie e buona giornata:

      https://www.facebook.com/pages/Ornitorinko/405213792896948?ref=ts&fref=ts

  7. rientrata da poco dall’Australia. a inizio agosto mi prendo un’ora di tempo, scarico il programma x richiedere indietro le tasse, compilo la domanda on line e DIECI giorni dopo le tasse pagate me le ritrovo sul conto.
    e visto che vivi in Italia, ti chiedi se stai sognando!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    1. Ciao SaraEvaLuna,

      capisco cosa vuol dire vivere in un posto dove le cose funzionano e la burocrazia e’ quasi assente, come scrivo nel post, anche io ho vissuto in Australia, cosi’ come in altre parti in europa dove questo problema non esiste..

      Cosa posso dire?! Sono scelte! Chiaro che non mi piacciono gli intrecci burocratici e spesso Sydney la sogno di notte, ma sono italiano e dopo anni di viaggio ho capito che e’ il posto piu’ bello del mondo. Sta agli italiani cambiare mentalita’ e modus vivendi, utopia?

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