Australia: “Airport Security” è finzione o realtà?

Fate parte di quei mila milioni di Italiani che sono stanchi della ventennale situazione di “Malinconìa”? Della burocrazia lenta, del negativismo che si mormora per strada? Della falsa politica, dei non occhi di Giletti e della ormai secolare Domenica In? Siete stufi di vedere in TV i baffi di Maria De Filippi? Vi siete rotti di imprecare contro la faccia gommosa di Berlusca a reti unificate (per qualsiasi motivo)? Se la risposta è si.. allora…

…siete tra quelli! Fate parte dei potenziali italians che stanno per avere una crisi isterica, una diarrhea nervosa e meditano una lunga vacanza o addirittura l’espatrio… Ma se appartenete anche voi a questa categoria in partenza e state progettando una fuga in Australia, allora, non guardate “Airport Security”!!!

No, ma, dico sul serio! …non è possibile! Da quando sono rientrato in Italia tutti mi parlano di sto programma (appena accenno alla parola Australia)! ..E solo adesso ne capisco il perche’:  sono le 1.32 am, complice la mia insomnia o i residui del fuso orario (che non riesco a smaltire da mesi) faccio zapping e (ahimè) mi imbatto per caso su questo show…

…tutti si domandano: “ma sono realmente così cattivi quelli dell’immigrazione in downunder?” Come li reclutano? Li maltrattavano da bambini per essere cosi’ incazzati adesso?!

….beh, la risposta è che sicuramente la meticolosita’ nei controlli in Australia è maggiore che in altri posti.  Secondo me, gli addetti alla sicurezza fanno solo il loro mestiere, complice anche una politica protezionista che mira a conservare una ricchezza nazionale alta per i fortunati residenti. Forse, se avessimo fatto la stessa cosa (quando eravamo un paese ricco), oggi non saremmo qui a beccarci i postumi di una crisi o presunta tale. Ma non sono un economista, ne’ voglio fare politica, ma voglio parlarvi del fenomeno dell’emittente DMAX!

Vi ricordate del programma “Ultimo minuto” (molto in voga negli anni 90), dove, una tragedia latente attirava migliaia di spettatori (facendo il successo di questo format)? ..Beh, a me lo ricorda molto e il mood e’ davvero simile: ad esserne protagonisti sono i malcapitati passeggeri in entrata negli aeroporti australiani di Sydney, Brisbane e Melbourne.

Guardiamoci un episodio di “Airport Security” (video in basso), fino a quando non vi annoiate (chiaro!), poi leggete il resto del post per capire se siete d’accordo con me…

..Non capisco perchè abbia cosi’ tanto audience questa trasmissione.. Quello che è certo è che mi fa venire l’ansia al solo pensiero di atterrare in downunder… Voglio dire: i controlli sono legittimi e credo che in qualsiasi aeroporto del mondo, questi, debbano essere rigidi.. O meglio, penso che in qualsiasi posto civile ci siano delle regole (civilmente condivise) che debbano essere rispettate, no?! E’ normale che se ti fermano con un kilo di cocaina in qualsiasi aeroporto del globo, ogni individuo è passibile di reato e di conseguenza possa essere arrestato…

…ma c’era bisogno di farci un programma??

Allora chiedo fra me e me: “forse, stanno scappando così tanti italiani che l’unico mezzo per fermare quest’ondata d’emigrazione è ingolfargli il cervello con la storia dei controlli rigidi… forse l’unico mezzo possibile per poterlo fare capire in massa: la tv! In effetti, traffico di droga a parte (che mi auguro nessuno si sogni di fare), la gente che ho incontrato è rimasta impressionata dal fatto che in Australia la legge preveda l’illegalità nell’importazione di prodotti di genere alimentare (non dichiarati sul modiulo d’entrata che le compagnie aeree rilasciano in fase di atterraggio). Dura prova per l’italiano medio, che deve rinunciare alle polpette della nonna, al pecorino stagionato o alla nduja, gelosamente custodita in valigia. Scusate il sarcasmo, ma ancora non riesco a capacitarmi dell’eclatante successo che una trasmissione del genere possa generare…

…ma forse c’e’ un perchè a tutto ciò e un fondo di verità viene sempre a galla: vedendo il malfunzionamento dei controlli effettuati nel nostro paese (a mio avviso a dir poco ridicoli se consideriamo i frequenti e svariati scandali), toccare il suolo australiano senza essere reimpatriati, sembrerebbe ormai quasi un’impresa per l’italiano medio.

Restando in tema di cibo, mi verrebbe da dire che siamo ormai alla frutta!

E invece no!

Meno male che alcuni enti nazionali, al fedele servizio del cittadino se ne occupano a spada tratta (o qualche altro oggetto strano): sara’ “Capitan Ventosa” o “Fabio e  Mingo” a proteggerci??? Sperando sempre che il “Mago Do Nascimiento” e “Vanna Marchi” non ci facciano una bella macumba! 😀

Beh, detto ciò mi sembra una situazione anormale più che anomala, ma in fondo cosa non lo è in un posto pieno di controsensi?! Ma forse il problema sono io: forse sono troppo polemico e magari troppo critico, quasi sicuramente male abituato ai ritmi di uno Stato civile che ho imparato ad assaporare fino  a non molto tempo fa…

Un saluto che “Striscia la notizia”

Ornitorinko

13 commenti su “Australia: “Airport Security” è finzione o realtà?”

  1. CREDO CHE ALCUNI ITALIANI CHE SONO IN AUSTRALIA FAREBBERO BENE A NON SPUTARE ANCORA DA LI’ SULL’ITALIA, CULLA DEL DIRITTO.LE IRONIE POSSONO TENERSELE PER LORO.RESTINO PER GENERAZIONE TRA CANGURI (CHE VENGONO UCCISI CON LE MACCHINE)SQUALI ED ALTRE AMENITA’.L’ITALIA NON SA COSA FARSENE DI GENTE COSI’…

  2. Il famoso giornalista aus JOHN PILGER ha dichiarato che i politici australiani sono degli ingnorantoni , e i cittadini li seguono a ruota. per esempio quando entri in dogana aus vedi subito il loro comportamento intimidatorio, coercitivo , aggressivo, offendendo la persona normale per delle cazzate , ingigantendo qualsiasi problema , agendo sullo stress emotivo del malcapitato , accusandolo di occultare qualsiasi cosa illegale , facendolo sentire in colpa, sono vecchi metodi coercitivi ma sempre efficenti atti ad intimidire e a far perdere l’auto – controllo , e il gioco è fatto , sei nelle loro mani , ricattabile su tutto, rinfacciandoti l’entrata nel loro stato , se vogliono. Metodi discutibili , quasi illegali , ma loro se ne fregano.

  3. L’Australia e’ il paese dei galeotti….Ex colonia penale e poi residenza stabile degli invasori, hanno derubato i nativi e li hanno sottomessi, cosa vi spettate dal D.N.A. di questi bis bis bis nipoti dei piu’ grandi criminali recrutati e spediti in vacanza????

  4. amo la terra vorrei vivere tanto a lungo per viverla tutta e non basterebbe ,ho un sogno l’australia e la nuova zelanda un sogno ma non è detto che prima di tornare nell’infinito non ci vada .

  5. se mai dovessi andare in australia . ecco cosa farei io
    se mai mi dovessero bloccare per controllare che mi controllino pure poi faccio denuncia perche se uno dopo aver fatto un viaggio di quasi 20 ore ed e logico essere stanchi ..
    se poi mi dicono che nn mi fanno entrare per un cavillo ossia cibo nn dichiarato io dico e faccio un macello .. denuncio all’onu

  6. Bhe…a parte il programma che guardo sogghignando (le pochissime volte che mi capita di vederlo)…i controlli in aeroporto ci sono ma basta non avere semi o prodotti derivanti da api,legno o animali (sfortunatamente anche carne e formaggi) per stare tranquilli..poi anche a me hanno fatto un paio di volte lo screening per gli esplosivi (sarà “colpa” della barba un pò incolta,o come dice mia madre “da talebano”?) ma pochi secondi e via… per quanto riguarda il fatto del trasportare frutta e verdura fra i vari stati australiani è semplicemente per salvaguardare le aziende agricole dalla “Fruit Fly”, questi moschini della frutta creano gravi danno e, dato che ci sono aree in Australia dove questi animaletti non ci sono, cercano solo di salvaguardare l’agricoltura dell’area (e si sa che di agricoltori ce ne sono tanti in Oz e di soldi ne girano nel settore…)

  7. Essere costretto a farti i raggi X se pensano che trasporti droga, solo perché viene da un paese orientale, non è proprio il massimo della vita, scusa se sono un po’ nervoso.
    Oppure se dopo ore di aereo mi mettono tutte le mutande e il resto in mostra e mi tamponano tutta la valigia in cerca di qualcosa, scusa se magari mi girano un pochino…

  8. ..Ecco, queste sono disgrazie serie. 🙁 ..Sentitamente concordo con quanto dici 😀 : si, dovrebbero girare dei reality sul sequestro di cotanta bonta’ in quei posti maledetti chiamati “aeroporti”. Chissa’ dove finiscono poi?! Magari qualcuno fara’ qualche festino? O li mettono semplicemente all’asta?! Mah!? 🙂

  9. La trasmissione non l’avevo vista ma tutto mi suona molto di copione per la massa e per l’audiance. Gli italiani amano sognare e quindi solo la parola Australia crea in loro uno stato ad alta concentrazione di endorfine. Si fosse parlato della sicurezza nell’aeroporto di Heathrow magari interessava, ma meno. Il format è buono: una cosa che può succedere anche a loro ( immedesimazione ) accanto ad una situazione da eroe ( paese lontano, porto cose che non dovrei, sono uno 007, ma poi riesco ad imbarcarmi ).

    1. Ciao Bachelorette! 🙂 ..Si in effetti anche a me lo show ha dato questa impressione. E concordo con te quando parli di “concentrazione di endorfine”. I controlli in Australia sono davvero molto rigidi, ma come scrivevo nel post dipende tanto da cosa si intende e come viene percepita (e soprattutto da chi) la “severita’ nei controlli”: Malpensa, Fiumicino, Lamezia sono (solo alcuni casi) di aeroporti italiani al centro di scandali per motivi molto piu’ gravi.. A nessuno salterebbe in mente di farne un programma TV perche’ (come affermi nel commento) non avrebbe un sapore esotico e di fronte a questi casi, l’italiano (medio), in generale riesce solo ad “alzare le spalle”.. E’ normale che la massa si “scandalizzi” quando vede un sistema che funziona quando si vive in un paese di stranezze (e la gente normale viene giustamente multata di 200 dollari per non aver rispettato un regolamento). C’e’ anche da dire pero’ che in Australia questo sistema e’ in effetti un po’ esasperato: all’interno della stessa nazione, infatti, e’ severamente proibito il trasporto di alcuni generi alimentari, frutta in primis: una mela, potrebbe costarti molto cara se viaggia con te in aereo da Sydney a Melbourne! 🙁

      1. capisco.
        ecco, adesso mi hai ricordato una tragedia che mi è capitata. al duty freee dell’aeroporto di san paolo ho preso due grandi bottiglie di cachassa. destinazione finale venezia. scalo a madrid e … non c’è stato assolutamente verso di farle passare. non avevo tempo per imbarcarle in stiva di nuovo.
        ecco, queste sono le vere tragedie su cui fare servizi in tv, non trovi? 🙂

  10. Da esperienze di vita vissuta, al mio primo atterraggio a Sydney sono stato selezionato tra quelli la cui valigia doveva essere sottoposta al controllo cinefilo (il profumo di biancheria può destare sospetto in quel Paese). In un seguente rientro da Bali invece, all’aeroporto di Perth sono stato privato (atrocità) di una busta di Luwack coffee e “quasi” multato per non aver dichiarato (imperdonabile errore) un piccolo souvenir in legno rappresentante una tavoletta da surf con la scritta “bali”. Però stavo talmente simpatico a quelli degli aeroporti australiani che al momento del mio commiato non volevano lasciarmi partire per la Nuova Zelanda nonostante mostrassi il validissimo visto di lavoro appena stampato. Dai Domenico torna quaggiù a divertirti con noi….

    1. Caro Francesco, l’hai scampata bella eh?? Peccato per il caffe’ ti sara’ costato un capitale! 😀 ..Un Ornitorinko sa che il suo posto e’ in Australia! 😉 ..A presto!

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